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Nuovo stop all’iPad, vietato in due college Usa

La George Washington e la Princeton University bloccano l’ingresso al tablet: utilizza troppa banda

19 Apr 2010

Nuovi ostacoli per l’iPad dopo il fermo isreliano: due
prestigiose università americane, George Washington e Princeton
University, hanno deciso di bloccare l’uso dell’ultimo gioiello
hitech della Apple a causa di “problemi di stabilità di rete”.
Un altro ateneo, la Cornell University, ha reso noto che sta
vagliando problemi di connettività con il device della Mela,
temendo un sovraccarico del network. In poche parole, l’iPad usa
troppa banda.

Episodi come questi rischiano di avere un impatto sulla diffusione
dell’iPad nel settore education, dove, secondo alcuni analisti,
potrebbe rappresentare una vera rivoluzione. La stessa Apple mira
al mercato delle scuole e delle università sottolineando la
portabilità dell’iPad e l’immediata disponibilità degli
e-book (resta da vedere se gli studenti possono permettersi un
gioiello da 499 dollari o più).

Nei giorni scorsi le autorità di Tel Aviv avevano vietato
l'importazione in Israele del nuovo tablet della Apple
sostenendo che la potenza dei suoi ricevitori e trasmettitori
wireless potrebbe essere incompatibile con gli standard nazionali,
creando problemi ad altre apparecchiature wireless. L’università
americana George Washington ha riferito dal canto suo che le
disposizioni di sicurezza sulla sua rete wireless non permettono
all’iPad (e nemmeno ad iPhone e iPod Touch) di connettersi. Forse
più preoccupanti le dichiarazioni della Princeton: ha detto di
aver bloccato l’ingresso di circa il 20% dei tablet sulla sua
rete dopo aver notato malfunzionamenti che potrebbero danneggiare
l’intero sistema informatico della scuola.

Quanto alla Cornell University, dove lo stop all'iPad è ancora
al vaglio, il direttore dell’information technology Steve
Schuster ha spiegato che l’ateneo sta esaminando problemi di
networking e connettività e sta “lavorando per assicurare che
l’iPad non abbia conseguenze devastanti sulla nostra rete”.
Schuster ha ricordato che quando l’iPhone è arrivato sul campus
della Cornell ha sovraccariccato la rete occupando la banda
disponibile.

Tutti e tre i college americani in questione affermano che
cercheranno di sistemare i problemi di connettività, rete e
sicurezza in modo da consentire alla fine l’ingresso degli iPad,
ma la soluzione non sembra immediata: secondo la George Washington
potrebbe volerci un anno prima che il sistema operativo del tablet
Apple sia pienamente supportato dal suo network. Altre università
Usa hanno abbracciato con entusiasmo l'arrivo dell'iPad, ma
il problema del sovraccarico della rete non sfugge a nessuno: la
Seton Hill University, per esempio, che ha promesso iPad e MacBooks
gratis alle matricole il prossimo autunno, chiederà 800 dollari
l'anno in più per le spese di connessione, perchè il tablet
Apple richiede un'espansione del network wireless e del sistema
di supporto.

Gli analisti non si lasciano spaventare da queste difficoltà: i
risultati del primo trimestre della Apple, attesi per martedì 20
aprile, ancora non rifletteranno le vendite dell'iPad (che
ammontano, si stima, a 500.000 unità nella prima settimana sul
mercato), ma gli esperti pensano che quest’anno la casa della
Mela supererà ogni aspettativa sul giro d’affari. L’azienda di
Steve Jobs godrà sicuramente del boom del settore smartphone,
registrando un aumento dell’80% delle vendite del suo iPhone, ma,
problemi di rete a parte, anche l’iPad, dicono gli analisti,
dovrebbe contribuire a un anno di forte crescita per i device della
Mela.

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