Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Open Access, Calabrò: “Ora applicheremo le regole”

Il presidente dell’Agcom risponde alla Commissione europea che invita il regolatore italiano a garantire la concorrenza nell’accesso alla rete di Telecom talia: “Proseguiamo nel cammino che ci vede all’avanguardia”

29 Ott 2009

“Sono d’accordo con la Commissione sull’importanza
dell’azione dell’Agcom e del monitoraggio degli Impegni, cosa
che, fra l’altro, come sa bene la Commissione, sta avvenendo – ha
dichiarato -. Per questa condivisibile petizione di principio sul
merito degli Impegni, non abbiamo ricevuto commenti. Proseguiamo
quindi, con convinzione, nel nostro cammino che vede l’Italia
all’avanguardia in Europa". Secondo il presidente
dell'Athority infatti il cammino italiano è visto come
"un possibile modello dal momento che è stato fatto in
assoluta trasparenza, con l'assunzione di impegni che ora
divengono regole necessarie affinchè  l'Italia non perda il
passo con i Paesi piu' progrediti".
Con queste parole il presidente dell'Authority italiana ha
risposto alla missiva ricevuta dall Commissione Ue relativa agli
accordi Telecom Italia-Agcom in materia di accesso alla rete TI da
parte degli operatori alternativi.

In una nota l'Agcom ha inoltre rimarcato che i rilievi della
Commissione sono "favorevoli al provvedimento
dell’Autorità, che può così procedere alla definizione delle
regole nei mercati wholesale e retail menzionato" e che
Bruxelles "ha preso atto della notifica, da parte di Agcom,
degli Impegni di Telecom Italia e ha invitato al monitoraggio
dell’effettiva implementazione al fine di favorire la
concorrenza".

Nella missiva Bruxelles afferma la necessità di garantire che le
nuove disposizioni di separazione per Telecom Italia e gli altri
impegni promuovano l'effettiva concorrenza e non la mettano a
repentaglio". Inoltre la Commissione sottolinea che
"eventuali modifiche degli impegni che esercitano un impatto
sulla concorrenza e/o sui concorrenti di Telecom Italia
"dovrebbero essere nuovamente soggetti a consultazioni a
livello nazionale e comunitario". Inoltre invita Agcom a
definire il modo esatto in cui devono essere attuati gli impegni
tenuto conto delle osservazioni dei terzi e a garantire la corretta
applicazione degli impegni in modo da migliorare il quadro di
regolamentazione in Italia

“È fondamentale che l'autorità italiana consideri gli
impegni assunti da Telecom Italia come rimedi regolamentari e abbia
consultato la Commissione europea e altre autorità di
regolamentazione su tali rimedi in modo trasparente”, ha
dichiarato il commissario europeo alla Società
dell’informazione, Viviane Reding. A farle eco la commissaria
alla Concorrenza, Neelie Kroes, che sottolinea come sia “positivo
che gli impegni di Telecom Italia siano stati notificati nel quadro
dei rimedi che saranno imposti all'operatore storico. Ciò ha
contribuito alla trasparenza e alla certezza del diritto in linea
con l'obiettivo di assicurare un'applicazione armonizzata
del quadro normativo per le telecomunicazioni in tutta l'Ue. È
importante che Agcom monitori strettamente e, se del caso, imponga
l'osservanza di questi impegni per assicurarne l'effettiva
applicazione e che l'Organo di vigilanza e l'Office of the
Telecommunication Adjudicator contribuiscano rapidamente alla
risoluzione di eventuali controversie a beneficio degli operatori
alternativi e della concorrenza in Italia”.

Nello specifico degli organi di recente costituzione (l'Organo
di vigilanza e l'Office of the telecomunication adjudicator,
Ota-Italia) intesi a facilitare l'osservanza degli impegni, la
Commissione ha infatti affermato che non dovrebbero interferire in
alcun modo con l'esercizio dei poteri ex officio
dell'Agcom.
Bruxelles si è anche espressa sul trattamento regolamentare delle
reti Nga in Italia e ha invitato l’Authority ad imporre un prezzo
di accesso fisso per l'accesso all'infrastruttura passiva e
alla fibra inattiva, calcolato sulla base dei costi, a monitorare
la necessità di una disaggregazione dell'accesso alla fibra
nonchè a sviluppare i rimedi specificando nel dettaglio il
processo di migrazione dalla rete in rame alla rete in fibra.
“Gli impegni assunti nel caso italiano costituiscono obblighi
regolamentari nella misura in cui riguardano modifiche dei rimedi
imposti attualmente, nuovi rimedi o il meccanismo di imposizione
dell'applicazione prima della loro adozione – ha chiarito la
Reding -. Si tratta di garantire che tale approccio basato sugli
impegni tenga conto degli interessi degli operatori alternativi e
che il loro diritto a rivolgersi all'Autorità di
regolamentazione Agcom non sia ostacolato o ritardato da tali
impegni”.