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Pagamenti, gli italiani pronti alla sfida mobile

Politecnico di Milano: un utente su tre disposto ad utilizzare lo smartphone per effettuare transazioni. In Italia mercato da 200 mln di euro

09 Feb 2011

Un italiano su 3 possiede uno smartphone ed è pronto ad usarlo per
gli acquisti. I tassi di soddisfazione di chi già usa il cellulare
per i pagamenti sono elevati e spingono ad un utilizzo nei contesti
più vari: dall’acquisto dei biglietti di bus e treni, al
pagamento di taxi e all’ingresso in cinema e teatri. È la
fotografia che emerge dall’indagine svolta dalla School of
Management del Politecnico di Milano, che sottolinea anche che, se
l’m-payment è diventato patrimonio comune, il Mobile Proximity
Payment è ancora agli albori.

Entrando nel dettaglio del report nel 2010 sono stati censiti 107
servizi di Mobile Payment rispetto ai 78 servizi disponibili nel
2009. “In generale – commenta Alessandro Perego,
responsabile scientifico Osservatorio Nfc & Mobile Payment della
School of Management del Politecnico di Milano possiamo dire che il
Mobile Remote Payment in Italia cresce poco in termini di offerta
(65 servizi nel 2010, rispetto ai 63 del 2009) e mancano ancora
progetti a larga diffusione, comparabili con i migliori progetti a
livello mondiale. Nonostante questa lenta crescita, il Mobile
Remote Payment continua a rappresentare in Italia il paradigma
maggiormente diffuso”. La dimensione del mercato totale è di
quasi 200 milioni di € quasi totalmente rappresentata dal
pagamento di ricariche telefoniche.

I servizi attivi di Mobile Remote
Paymen
t sono 65 rispetto ai 63 dello
scorso anno. In particolare il censimento ha evidenziato questa
composizione dei servizi: 39 servizi per il pagamento della sosta
(rispetto ai 33 del 2009); 12 servizi per le ricariche telefoniche
(rispetto agli 11 del 2009); 5 servizi di pagamento di biglietti
per il trasporto pubblico urbano e altri tipi di trasporti ad
esempio taxi e treni – (come nel 2009); 9 servizi di natura
diversa (rispetto ai 14 del 2009), ad esempio servizi di pagamento
di assicurazioni o di servizi della Pubblica amministrazione.

Le categorie pagamento della sosta e ricariche telefoniche
rappresentano una parte rilevante dell’offerta (78% nel 2010). Il
pagamento della sosta continua ad essere il principale servizio
offerto, grazie alla semplicità nell’utilizzo (dopo aver
associato la targa della propria automobile al numero di cellulare,
l’attivazione e la disattivazione del pagamento può essere fatta
tramite un semplice Sms o Ivr) e la comodità per gli utenti (il
servizio consente di non dovere più utilizzare monetine e poter
attivare o disattivare la sosta anche per frazioni di ore e
prolungarla anche a distanza). La piattaforma di Telepark ha esteso
il servizio a nuove città arrivando a 30 Comuni abilitati rispetto
ai 25 dello scorso anno (nonostante ogni Comune abbia le proprie
regole e tariffe, la piattaforma consente agli utenti di utilizzare
il servizio indistintamente in tutte le città). Esistono, inoltre,
9 Comuni che hanno sviluppato il servizio in modo autonomo (ad
esempio ATM Milano, Comune di Udine) o attraverso la piattaforma di
Teleparking (ad esempio Aeroporto di Orio al Serio). Le ricariche
telefoniche degli Operatori sfruttano pienamente le peculiarità
del telefono cellulare, quali immediatezza e mobilità. Tutti i
principali Operatori di telefonia mobile e operatori virtuali (Tim,
Vodafone, Wind, PosteMobile e Noverca) offrono questi servizi di
ricarica tramite Ivr, Sms o Mobile site, utilizzando la carta di
credito.

“Anche in ambito internazionale, a onor del vero, il mercato del
Mobile Remote Payment è caratterizzato da una elevata turbolenza
con molti servizi che nascono e scompaiono nel giro di pochi anni
– commenta Filippo Renga, responsabile della
Ricerca dell’Osservatorio Nfc & Mobile Payment. Tuttavia, si
possono identificare almeno una decina di casi di successo che
hanno raggiunto una larga diffusione tra gli utenti, ad esempio
Plusdial nell’area scandinava, PingPing in Belgio, Paybox in
Austria, PaybyPhone in USA e Uk, alcuni servizi della piattaforma
GCash nelle Filippine e Obopay in Usa, Africa e India, M-Parking in
Estonia. Ad esempio, Plusdial ha venduto dal 2002 ad oggi oltre 53
milioni di biglietti del trasporto pubblico locale in Svezia,
Finlandia, Belgio, Turchia con punte di penetrazione di assoluto
rilievo (40% dei biglietti di corsa singola nella città di
Stoccolma). In Belgio, PingPing offre una piattaforma di servizi di
Remote Payment tra i quali risultano molto apprezzati quelli per il
pagamento della sosta via Sms (ad esempio nella città di Anversa
una sosta su due è pagata con questa modalità)”.

La soddisfazione per i servizi di Mobile Remote Payment in Italia
è elevata, anche se gli utilizzatori sono ancora pochi, meno
dell’1% degli utenti di telefonia mobile. Gli utenti si
dichiarano per il 55% molto soddisfatti e affermano di utilizzare
spesso il servizio (il 68% lo utilizza 2-3 volte o più in un mese
e tra questi 1 utente su 4 lo utilizza quasi tutti i giorni). Le
principali motivazioni sono la comodità (61%), la velocità del
pagamento (53%), la facilità (per il 61% è addirittura
“facilissimo”).

L’analisi delle criticità conferma che il basso grado di
adozione in Italia – se confrontato con le migliori esperienze
internazionali – non sia dovuto alla difficoltà nell’utilizzo
della soluzione, quanto piuttosto alla farraginosità del processo
di registrazione al servizio e alla non adeguata campagna di
comunicazione e formazione verso gli utenti e i dipendenti. La
ricerca evidenzia un secondo elemento estremamente interessante.
Persone che hanno già imparato ad usare i servizi di Mobile Remote
Payment – seppure in un ambito specifico – dimostrano un forte
interesse ad usarli anche in altri contesti: alla domanda “Quanto
sarebbe interessato ad utilizzare il telefono cellulare per
effettuare altri pagamenti?” rispondono di essere molto o
abbastanza interessati nel 73% dei casi ed in particolare per
acquistare i biglietti del bus (il 57% dei rispondenti lo considera
abbastanza o molto interessante) o del treno (50%) o l’ingresso a
spettacoli del cinema/teatro (50%) o ancora per pagare il taxi
(45%) – a conferma degli ambiti considerati più attrattivi.

Meno roseo il quadro del Mobile Proximity Payment
che in Italia è sostanzialmente fermo, mentre si sviluppano le
iniziative di Contactless Payment; in altri paesi europei come
Francia e Spagna, invece, sono state avviate alcune sperimentazioni
di Proximity Payment che già partono dal telefono cellulare.
In Italia vi è una sola iniziativa pilota di Mobile Proximity
Payment, risalente al 2009, ma di respiro molto limitato, mentre
sono presenti diverse sperimentazioni di pagamento con carte
contactless – a fine 2010 si conta un’emissione di oltre
350.000 carte e l’abilitazione di qualche migliaio di Pos
contactless – promosse da banche ed istituti finanziari. Questo
percorso appare ormai avviato e, pur con i tempi propri di un
grande cambiamento di sistema, esso creerà la base
infrastrutturale, e in un certo senso comportamentale, per la
diffusione del Mobile Proximity Payment. A livello internazionale
le iniziative più di successo – quelle che hanno per prime reso
evidente il potenziale del Mobile Proximity Payment – hanno visto
la luce in Giappone(60 milioni i telefoni cellulare con antenna
Nfc, e più di 1 milione di esercenti con Pos contactless).

“Nonostante i numeri esteri raccontino di un enorme successo –
commenta Giovanni Miragliotta responsabile della
Ricerca dell’Osservatorio Nfc & Mobile Payment – le indicazioni
provenienti dagli altri paesi sono poco significative per
l’Italia, a causa della profonda differenza nell’attitudine
verso i pagamenti e la tecnologia da parte dei consumatori e per le
condizioni uniche di filiera (l’Operatore telefonico oltre ad
essere anche istituto finanziario aveva una forza contrattuale
rilevante che gli ha consentito di forzare i produttori di
terminali alla commercializzazione di numerosi modelli Nfc). Più
interessante, invece, il grande fermento che si è registrato nel
2010 in vari paesi del mondo con il lancio di diversi nuovi
progetti commerciali o pilota, come ad esempio Payez Mobile a Nizza
in Francia – progetto nato dalla collaborazione di più player
finanziari e telefonici, con più di 2.500 telefoni distribuiti e
1.000 retailer coinvolti (tra cui operatori della rete di trasporto
urbano, panettieri, bar, supermercati) – e Mobile Shopping a
Sitges in Spagna con circa 1.500 utenti e 500 esercenti. Altri
progetti interessanti sono Visa PayWave – il pilota recentemente
promosso da Visa insieme a un operatore telefonico e una banca a
New York che consente di pagare il biglietto di accesso alla rete
metropolitana e le corse dei taxi con il telefonino abilitato da
una SD card NFC – e PingPing in Belgio che ha attivato alcuni
circuiti privativi in campus universitari e aziendali.

"Queste altre sperimentazioni, – continua  Miragliotta –
più vicine al contesto italiano sia in termini di predisposizione
tecnologica dell’utenza, sia in termini di struttura e ruolo dei
player coinvolti, potrebbero contribuire a creare ed alimentare
nuove aspettative e dinamiche anche nel contesto italiano. Da
questo punto di vista, il vero valore delle sperimentazioni estere
è rappresentato dall’aver costituito una cordata reale di
attori, così da poter studiare la complessità tecnologica ed
organizzativa dei modelli di Proximity Payment"

Cresce infine il Mobile Commerce che ha raggiunto
i 12 milioni di euro di transato nel 2010 grazie all’apporto di
oltre 20 dei primi 100 operatori di eCommerce che hanno attivato il
canale Mobile. In particolare il censimento ha evidenziato questa
composizione dei servizi – Mobile site o Applicazioni: 13 nel
settore Fashion (rispetto ai 5 del 2009); 5 nel settore Trasporto
(rispetto ai 2 del 2009); 4 per biglietti per spettacoli presso
cinema e teatri (rispetto ai 2 del 2009); 4 per la prenotazione e
il pagamento di Hotel; 12 di natura diversa (rispetto ai 3 del
2009), che includono ad esempio siti come eBay e Amazon.
Pertanto, il Mobile risulta un valido canale per l’acquisto di
prodotti con un grado di complessità non elevato – con poche
variabili che l’utente deve selezionare per la scelta del
prodotto – o per acquisti ripetitivi.