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Parlamento Ue, colpo di acceleratore sul broadband mobile

Il piano, approvato a maggioranza, spinge sulla liberazione delle frequenze in banda 800Mhz a favore delle telco entro gennaio 2013. Etno e Gsma: “Un passo cruciale per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda digitale”

11 Mag 2011

Liberare entro il 2013 le frequenze in banda 800Mhz a favore della
banda larga mobile. Lo ha stabilito oggi il Parlamento europeo con
un voto a larga maggioranza sul Radio Spectrum Policy, che punta a
coprire l'Europa con il mobile broadband e a renderlo veloce
come l'Ethernet.

L'approvazione del piano comporta che entro gennaio 2013 tutti
i Paesi europei dovranno sgombrare lo spettro a 800Mhz affinché
sia utilizzato per il mobile broadband. Obiettivo, questo, non
ancora realizzato in più di uno Stato: non solo in Italia dove le
emittenti tv locali per liberare il campo stanno chiedendo
incentivi maggiori rispetto a quelli previsti dalla legge di
stabilità (il 10% dell'introito previsto dall'asta Lte
salva-bilancio voluta dal ministro Tremonti), ma anche in Uk dove
su quelle frequenze girano i microfoni wireless e in Olanda dove
sulle frequenze 800 lavorano alcune tv digitali. Tutti questi
servizi, entro il 2013, dovranno spostarsi su altre frequenze.

Approvano la decisione Etno e Gsma: "Con il voto di oggi si
riafferma che l'apertura di spettro aggiuntivo ai servizi
mobili è cruciale per colmare il gap digitale e raggiungere il
target dell'Agenda digitale". Le due associazioni plaudono
l'appello europeo a uno sforzo armonizzatore più ambizioso nel
medio termine e alla richiesta di assegnazione, entro il 2015, di
frequenze in bande diverse dall'800 per fornire copertura in
banda larga a basso costo sia nelle aree rurali che all'interno
delle mura domestiche.

In particolare il Parlamento ha approvato a larga maggioranza (615
voti a favore, 26 contrari e 16 astensioni) i piani per accelerare
la diffusione dei servizi Internet per telefoni cellulari e ha
chiesto agli stati europei più coraggio nell'assumere la
leadership mondiale su questa tecnologia.
Secondo il testo approvato, la diffusione di connessioni internet
senza fili, per cui son necessarie frequenze radio dedicate e
ininterrotte, è l'unica strada per garantire un accesso a
banda larga a tutti i cittadini europei, inclusi quelli che abitano
zone remote. Tale obiettivo, suggeriscono gli eurodeputati, può
essere raggiunto mettendo a disposizione il cosiddetto
"digital dividend", ossia le frequenze liberate dal
passaggio della televisione dall'analogico al digitale nei vari
Stati membri.

L'obiettivo del primo programma comunitario in materia di
politica di spettro radio è assicurare una copertura con banda
larga totale nell'Ue per il 2013 e un accesso ad alta
velocità, di almeno 30Mbps, per il 2020 e coprire cosi il divario
digitale esistente fra i vari paesi e all'interno degli
stessi.
Anche se l'assegnazione delle frequenze è di competenza
nazionale, le regole su come condividere l'insieme dello
spettro radio fra operatori e utenti devono essere decise a livello
europeo.
"Voglio che l'Europa abbia la migliore banda larga e la
velocità più alta – ha dichiarato il relatore Gunnar Hökmark -,
perché solo così saremo riferimento allo sviluppo di tutti i
nuovi servizi cruciali per l'economia moderna. Voglio che
l'Europa sia il riferimento per la prossima generazione di
Google, Yahoo, Apple e tutte le altre aziende che sono
manifestazioni di competitività e innovazione".

La proposta della Commissione, approvata dai deputati, prevede che
gli Stati membri predispongano per il 2013 una copertura con banda
a frequenza di 800MHz per permettere un accesso a uguali condizioni
per i servizi Internet su cellulare.

I deputati hanno approvato un emendamento per permettere ai governi
nazionali di rimandare il raggiungimento di tale obiettivo fino al
2015 nel caso di problemi di coordinamento con le frequenze di
Paesi terzi. Il Parlamento ha inoltre modificato la proposta
originale per chiedere che per il 2015 siano disponibili bande di
1.5GHz e 2.3GHz e uno spettro radio per il traffico internet su
telefonia mobile di almeno 1200MHz per permettere l'utilizzo di
servizi di qualità.

Ora la palla passa al consiglio dei ministri. Prossima riunione in
agenda il 27 maggio: Consiglio e Parlamento non hanno ancora
raggiunto un accordo su un testo comune.