AGENZIA SPAZIALE ITALIANA

Parmitano torna a casa, si conclude la missione “Volare”

Atterrata in nottata la navetta Soyuz con a bordo l’astronauta italiano. Ora andrà a Houston per riabilitazione e test medici. Saggese (Asi): “Esperienza straordinaria”

Pubblicato il 11 Nov 2013

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È rientrato a terra dopo sei mesi l’eroe italiano dello spazio, Luca Parmitano. La navetta russa Soyuz è atterrata in nottata, come previsto, nella steppa del Kazakistan. A bordo, con l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Ase) e pilota sperimentatore dell’Aeronautica Militare, c’erano il comandante russo Fyodor Yurchikhin, la collega americana Karen Nyberg e un passeggero d’eccezione: la torcia olimpica dei giochi invernali in programma nel febbraio 2014 in Russia a Sochi.

Il viaggio è durato poco più di tre ore e la frizione con l’atmosfera ha portato la navetta a raggiungere temperature di 1.600 gradi. A circa 10 chilometri di quota il paracadute si è aperto automaticamente, rallentando la corsa da 864 a 324 chilometri orari. Poi l’atterraggio nella steppa.

Parmitano è stato l’ultimo ad essere estratto dalla navetta: è apparso sorridente e in ottima forma. Del resto il ritorno a casa è stato ampiamente documentato dai suoi profili sui social network che l’astronauta ha sapientemente gestito per tutta la missione. Ha scritto su Facebook “Sono a casa” e postato diverse foto del momento dell’atterraggio. Nel tempo trascorso in orbita aveva continuato a postare sui social splendide immagini di varie zone della Terra viste dallo spazio, che potrebbero valergli la qualifica di “social astronauta”. L’ultima delle sue spettacolari foto l’aveva voluta dedicare alla Sicilia, dove è nato 37 anni fa.

Si è conclusa così la missione Volare, la prima di lunga durata dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Il bilancio è più che positivo: “Volare è stata una missione straordinaria” ha detto il presidente dell’Asi, Enrico Saggese, subito dopo il rientro della Soyuz.

Il 29 maggio scorso la navetta russa Soyuz, partita dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakhstan, ha depositato Parmitano e la sua squadra sulla Ssi (Stazione spaziale internazionale) dopo un viaggio di poco meno di sei ore. Il 9 luglio Parmitano ha compiuto la sua prima attività extraveicolare, uscendo con il collega Chris Cassidy. Durante la “Extra-vehicular Activity”, durata oltre 6 ore, i due hanno svolto attività di manutenzione all’esterno della stazione orbitante. La seconda missione, del 16 luglio, è stata interrotta per una perdita d’acqua nel casco.

L’astronauta ha inoltre eseguito più di 30 esperimenti, ha inviato a Terra immagini indimenticabili del nostro pianeta e ha aiutato tre veicoli ad agganciarsi alla stazione orbitale. Sesto italiano ad andare nello spazio e quinto a salire sulla Stazione Spaziale, Parmitano è ora diretto a Houston per affrontare un periodo di riabilitazione per riadattarsi alla gravità e numerosi test medici tesi a studiare le reazioni dell’organismo umano all’assenza di gravità.

Il maggiore dell’Aereonautica è il primo della nuova generazione degli astronauti dell’Esa (European Space Agency, Agenzia spaziale europea) ad essere stato assegnato a una missione sulla Iss. “Volare” punta a promuovere il futuro dell’esplorazione spaziale dell’Europa e dell’Italia.

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