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Pirateria, giro di vite di Obama. Si punta al raddoppio dell’export

L’amministrazione punta ad arginare, spiega il vice-presidente Biden “la perdita di miliardi di dollari generati dall’innovazione, forse il nostro più grande bene di esportazione”. Scettica la Computer & Communications Industry Association: si rischia di soffocare l’innovazione

23 Giu 2010

L’amministrazione Obama affronta di petto la questione della
protezione del marchio made in Usa e della pirateria su Internet
lanciando una nuova strategia che vede coinvolte diverse agenzie
federali. Il piano è stato annunciato dal
 vice-presidente Joe
Biden e ha lo scopo di arginare “la perdita di miliardi di
dollari generati ogni anno dall’innovazione, forse il nostro più
grande bene di esportazione”.

La contraffazione infatti frena la creatività e pone rischi per la
sicurezza e la salute (basti pensare ai farmaci falsi o alle gomme
contraffatte per automobili): per questo nella guerra in nome della
difesa del copyright e dell’autenticità saranno coinvolti anche
il Procuratore generale Eric Holder e la Food and drug
administration. La strategia è divisa in 33 parti; tra le tante
proposte, anche una nuova legge che chiederà alle aziende di
allertare l’Fda sulla presenza sul mercato di farmaci
contraffatti e di mettere in atto la tracciatura elettronica dei
prodotti sanitari.


Difendere la proprietà intellettuale vuol dire permettere alle
esportazioni di raddoppiare nei prossimi cinque anni: “Alcune
aziende vogliono essere aiutate a difendere i loro brevetti quando
aprono attività all’estero”, spiega Victoria Espinel,
coordinatrice dell’Intellectual property enforcement americana.
Uno dei nodi da sciogliere è il rapporto con la Cina, che
rappresenta quasi l’80% dei beni contraffatti sequestrati alla
dogana Usa lo scorso anno, ma Biden ha sottolineato che “La Cina
è uno dei problemi, non l’unico”. Gli Usa saranno d’ora in
poi più severi nel far rispettare le regole, ma sempre cercando
“la cooperazione, non lo scontro”.

Mark Esper, executive vice president del Global intellectual
property center della Chamber of Commerce americana, loda la
visione “coordinata e trasversale” dell’amministrazione
Obama. La Camera di commercio lavora con i suoi membri anche sulla
questione della pirateria su Internet e Esper ha subito accolto
l’invito di Biden al settore privato a non fare più pubblicità
ai farmaci che vengono venduti online illegalmente.

La nuova strategia è solo al suo inizio e evolverà nel tempo;
sono stati avviati degli studi per valutare il modo migliore per
combattere la pirateria su Internet e misurare il peso della
proprietà intellettuale nell’economia americana. Saranno
studiate anche le lacune nella legislazione esistente, ed è
possibile che questa venga inasprita, ma non tutti concordano con
l’approccio rigoroso della Casa Bianca. Ed Black, capo della
Computer & communications industry association (Ccia), mette in
guardia sul rischio di soffocare l'innovazione con "una
campagna di vasta portata e eccessivamente zelante” contro la
pirateria. Occorre un delicato equilibrio nelle leggi sulla
proprietà intellettuale, secondo Black.