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Pirateria, gli Isp australiani: non faremo i poliziotti

Telstra chiama a raccolta la concorrenza contro le richieste dell’associazione a difesa del diritto d’autore che chiede sanzioni più aspre per chi scarica illegalmente contenuti

15 Lug 2011

La telco australiana Telstra è disposta ad allearsi con la
concorrenza pur di evitare di trasformarsi in un 'poliziotto
del web' a caccia di pirati, come vorrebbe la Australian
Federation against copyright theft (Afact). La federazione contro
la violazione della proprietà intellettuale ha infatti spedito la
scorsa settimana una lettera a diversi grandi Internet service
provider del Paese, tra cui Telstra, chiedendo di avviare delle
trattative con lo scopo di inasprire le sanzioni contro i pirati, o
altrimenti attendersi un intervento (di non specificata natura) da
parte dell’Afact.

Una versione della lettera ottenuta dal quotidiano The Australian
indica che l’Afact ha dato tempo un giorno agli Isp per
rispondere, mentre una portavoce di Telstra ha confermato che
l’azienda si sta muovendo all’interno della Communications
Alliance, l'associazione di settore, per mettere a punto una
risposta congiunta degli Isp alle richieste dell’Afact.

"Telstra resta aperta a negoziare in tema di rispetto della
proprietà intellettuale online e su come far rispettare le regole.
Ma poiché si tratta di un tema che tocca l’intera industria,
Telstra ha chiesto l’intervento della Communications
Alliance", ha fatto sapere la telco.

La Communications Alliance ha confermato che sta lavorando con gli
Isp per risolvere i conflitti tra i provider di Internet e i
detentori del copyright. “Cerchiamo una soluzione che soddisfi
l’intera industria e anche i consumatori”, dichiara
l’associazione.

La lettera dell’Afact, firmata dal suo direttore Neil Gane,
"invita" gli Isp a considerare una risposta
“graduale” a chi viola ripetutamente il copyright online, un
po’ sul modello dell’Hadopi francese, cominciando con le
lettere di avvertimento per arrivare a tagliare la linea o a
trascinare il “colpevole” in tribunale.

Da tempo l’Afact chiede alla Corte federale di rendere gli Isp
legalmente responsabili delle violazioni di copyright dei loro
clienti. Finora i tribunali australiani hanno dato ragione ai
provider di Internet: nella causa intentata nel 2008 dall’Afact
contro l’Isp iiNet, che si era rifiutato di mandare lettere di
avvertimento ai suoi clienti “pirati”, i giudici australiani
hanno dato ragione al provider, pur dichiarando che la questione
“è di più ampia natura e resta aperta”.

Alcuni Isp australiani hanno comunque accettato le istanze
dell'Afact e già da un anno mandano le lettere di avviso agli
utenti scoperti mentre violano il copyright sul web: lo fanno Tpg,
ClubTelco ed Exetel (l'Afact quindi ora vorrebbe misure più
drastiche rispetto a una semplice lettera). Ma altri Isp non
cedono, e tra questi ci sono Telstra, Optus e iiNet, decisi a
difendere il ruolo 'super partes' dell'Internet
provider.