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Poste, Sarmi e Romani firmano il nuovo contratto di programma

Via libera al documento che stabilisce gli aspetti legali e operativi della gestione del servizio postale. Il ministro per lo Sviluppo economico: “Accordo che salvaguarda capillarità e qualità delle prestazioni erogate”

11 Nov 2010

Il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, e dall’ad di
Poste, Massimo Sarmi, il contratto di programma che regola i
rapporti tra lo stato e Poste Italiane. Si tratta del documento
fondamentale che stabilisce tutti gli aspetti legali e operativi
della gestione del servizio postale universale, affidato a Poste
Italiane per effetto del Decreto Ministeriale 17 aprile 2000 e ai
sensi del D.Lgsl. 22 luglio 1999 n.261.
Il contratto, che regola la qualità dei servizi e gli obiettivi di
contenimento dei costi del servizio universale, si inserisce nel
periodo transitorio prima della liberalizzazione del settore
prevista entro il 1 gennaio 2011. La fornitura del servizio è su
tutto il territorio nazionale.

“Si tratta di un accordo innovativo – ha dichiarato il ministro
dello Sviluppo Economico Paolo Romani – che salvaguarda la
qualità e la capillarità dei servizi offerti da Poste Italiane su
tutto il territorio. Questo contratto – ha aggiunto il ministro
– è in piena sintonia con l’imminente liberalizzazione dei
servizi postali, una riforma di grande importanza che contribuirà
ad aprire spazi di mercato e a creare nuovi posti di lavoro” ha
concluso Romani.

“I contenuti del contratto di programma firmato oggi con il
ministro Romani – commenta l’amministratore delegato di Poste
Italiane Massimo Sarmi – interpretano in chiave di grande
modernità il compito di Poste Italiane nell’assicurare il
servizio universale e nel rispondere ancora meglio alle mutate e
differenziate esigenze delle persone. La definizione del Contratto
– aggiunge Sarmi – è poi un dato importante perché arriva a
pochi giorni dalla completa apertura del mercato postale
europeo”.

Nei prossimi giorni il testo dell’accordo verrà inviato per
l’acquisizione del parere motivato alle commissioni parlamentari
competenti (Trasporti -Camera – e Cultura e lavori pubblici –
Senato) e dovrà poi essere trasmesso alla Commissione Europea.

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