L'AUDIZIONE

Poste-Tim, Del Fante: “Operazione cruciale la transizione digitale del sistema Italia”



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L’Ad alla Camera sull’Opas lanciata sul gruppo guidato da Labriola: “Primo passo verso il consolidamento. Unione delle attività retail e business sarà strategica”. Via alle trattative con Cdp per acquisire il 20% nel Polo strategico nazionale

Pubblicato il 21 apr 2026



Poste-Tim, Del Fante: “Operazione cruciale la transizione digitale del sistema Italia”
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Punti chiave

  • Poste-Tim: offerta pubblica su Telecom Italia (~10,8 mld) per creare un unico Gruppo leader in tlc.
  • Consolidamento tlc: Poste Mobile con Tim; rete intatta (Fibercop, Open Fiber); aumento capitale; quota pubblica 65%→50%.
  • Polo Strategico Nazionale: Poste tratta col Cdp per il 20% e terrebbe 45%; onere servizio universale 262 mln; 27 mln interazioni.
Riassunto generato con AI

L’operazione su PosteTim“è stata valutata positivamente dai mercati: Poste è un’azienda retail per eccellenza e storica del nostro Paese, dall’altro lato Tim è un’azienda corporate e storica per il sistema produttivo italiano. Andiamo ad acquisire presenza su clienti importanti. L’ambizione assieme a Tim è accompagnare il sistema Italia in questo momento di transizione importante”.

Si è espresso così l’amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, in audizione alla Camera in Commissione Trasporti in merito al contratto di programma con il Mimit per il quinquennio 2026-2031.

Il mondo sta attraversando “un cambiamento importante, le aziende devono assecondarlo e, in questo caso, accompagnarlo”, ha affermato Del Fante.

Poste-Tim, l’audizione di Del Fante alla Camera

Lo scorso marzo il Consiglio di amministrazione di Poste Italiane ha approvato il lancio di un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria su Telecom Italia, con l’obiettivo di acquisirne l’intero capitale sociale e procedere alla revoca dalla quotazione su Euronext Milan. Il corrispettivo complessivo dell’operazione è indicato in circa 10,8 miliardi di euro.

L’operazione punta a dare vita a “un unico Gruppo”, integrando due tra le principali realtà industriali italiane. Nella ricostruzione di Poste, il nuovo soggetto nascerebbe come la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese, con posizioni di leadership nei servizi finanziari e assicurativi, nella logistica, nelle telecomunicazioni e nei servizi digitali.

Ora alla Camera Del Fante ha chiarito che l’operazione Poste-Tim è anche “un primo passo di consolidamento importante” per il mercato delle Tlc.

Verso il consolidamento nelle tlc mobili

“Il fatto che Poste Mobile e Tim si mettano insieme”, dal punto di vista del mercato retail e consumer, significa che il secondo operatore si unisce al quinto. E “questo è un consolidamento”, ha spiegato Del Fante.

L’operazione, naturalmente, “non tocca la rete che, come noto, nel luglio del 2024 Tim ha ceduto alla società Fibercop”, ha proseguito l’Ad. Fibercop “oggi è proprietaria di parte della rete in fibra e resta proprietaria della storica rete in rame. Nel mercato abbiamo anche un altro grande operatore, ovvero Open Fiber”.

Poste-Tim, previsto un aumento di capitale

“L’operazione Tim prevede un aumento di capitale, vengono emesse nuove azioni, un ammontare importante”, ha anche annunciato Del Fante. “Lo Stato ci ha fatto un grande atto di fiducia perché ci ha permesso di emettere queste azioni”, ha aggiunto.

“È chiaro che in un’ottica del genere si potrebbe forse anche pensare che una piccola parte di quelle, magari con un contributo anche dell’azienda, possa andare anche nella direzione dei dipendenti. È un tema ovviamente da analizzare”, ha proseguito Del Fante.

L’amministratore delegato di Poste ha anche chiarito di recente al Financial Times che l’aggregazione rappresenta comunque “un passo verso il mercato”. L’operazione, infatti, porterebbe a una riduzione della quota pubblica nella nuova entità, dal 65% al 50%, accompagnata dall’emissione di nuove azioni destinate agli investitori di Tim. Un passaggio che, nelle intenzioni del management, rafforzerebbe il flottante e renderebbe il gruppo più attrattivo per il mercato.

Psn, Poste può diventare azionista diretto

Per quanto riguarda il Polo Strategico Nazionale (Psn) “nel nuovo assetto Poste diventa azionista direttamente: siamo in negoziazione con Cdp per acquisire il 20% di sua proprietà”, ha ricordato Del Fante.

Qualora l’operazione Tim andasse a compimento, infatti, Poste avrebbe il 45% che possiede Tim nel Polo e il 20% di Poste. Rimarrebbero solo Leonardo e Sogei (gli altri due azionisti) che , ha proseguito Del Fante, “credo stiano consolidando la partecipazione in un’unica unità”.

Poste resta in utile, invariato l’onere per lo Stato

“Siamo un’azienda in utile, in crescente utile. Con il consiglio di amministrazione crediamo sia nostro compito mantenere questo numero”, ovvero l’onere annuo per lo Stato per il servizio universale a 262 milioni l’anno, ha indicato Del Fante. “L’azienda avrebbe titolo di presentare una richiesta di integrazione più alta e in linea con quella che Agcom stabilisce come nostro impegno e costo effettivo del servizio di 700 milioni” ma, grazie agli utili in crescita, “rimaniamo col sostegno di 262 milioni”.

Tutto ciò anche grazie al “percorso di diversificazione delle nostre attività, dei nostri prodotti” che “creano margini e utili che più che compensano le difficoltà del servizio universale”, ha chiarito l’Ad, anticipando i prossimi passi: “L’iter ora prevede che tra quest’anno e il prossimo dovremmo ottenere dalla Commissione europea l’autorizzazione al finanziamento pubblico nell’ambito degli aiuti di Stato”.

Del Fante ha ricordato che dalla consegna della posta il gruppo perde 100 milioni di euro all’anno, perché i volumi sono a picco. Ma ha aggiunto: “Gestiamo un servizio complesso ma assicuriamo la presenza”.

“Se volessi mantenere i conti in ordine dovrei ridurre di 100 milioni ogni anno i costi e non è possibile ridurre ogni anno i costi della forza lavoro che, anzi, per il nostro gruppo è in aumento”, ha chiarito l’Ad. “La posta prioritaria esce dal servizio universale, questo ci dà più flessibilità nella gestione operativa. Quando dobbiamo andare nei cinque giorni a consegnare una lettera, aspettiamo che in quella casa ci vada anche un pacco e riusciamo a fare sinergie”.

Inoltre “il 50% dei pacchi della consegna di Poste Italiane viene fatta dai nostri postini. I postini non hanno più posta da consegnare, stiamo trasformando i portalettere” verso la “consegna dei pacchi”.

Poste primo operatore digitale del Paese

“I nostri 13.000 uffici postali sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto a nove anni fa, quando abbiamo iniziato la gestione dell’azienda. Si è allargato a 49mila punti di reti terze, come tabaccai, bar ed edicole, che offrono principalmente servizi di pagamento per noi. Parallelamente, si è ampliata moltissimo la nostra interazione digitale con i cittadini: siamo il primo operatore digitale con 27 milioni di interazioni giornaliere“, ha riferito Del Fante.

“La presenza territoriale è stata ulteriormente rafforzata grazie ai fondi del Pnrr attraverso il Progetto Polis, che in 7.000 uffici postali situati in comuni con meno di 15.000 abitanti ha portato i servizi della pubblica amministrazione. Siamo inoltre il primo operatore Spid, con circa 30 su 33 milioni di identità digitali del sistema”.

Telefonia e fibra, 5 milioni di clienti in Italia

“L’azienda – ha aggiunto Del Fante – è attualmente organizzata in quattro segmenti. Il settore Corrispondenza e Pacchi è il più importante, in questi anni abbiamo effettuato quasi 6 miliardi di investimenti, con centri di smistamento all’avanguardia. Il dato del 2025 ci vede consegnare 1,9 miliardi di lettere e 350 milioni di pacchi. Gestiamo più di 600 miliardi di risparmi, inclusi i 340 miliardi del risparmio postale degli italiani, con 6,6 milioni di conti correnti”, ha aggiunto. “Per quanto riguarda i servizi assicurativi, abbiamo circa 20 miliardi di raccolta di premi lordi l’anno per il ramo vita, mentre, per quanto riguarda il ramo danni, l’anno sorso abbiamo raccolto 1,2 miliardi”.

Infine, per i servizi Postepay, Del Fante ha parlato di “leadership nelle carte di pagamento, raggiungendo 95 miliardi di controvalore transato con una quota di mercato del 20%”.

Non ultimo da ultimo, ci sono “5 milioni di clienti della telefonia tra mobile, fissa e fibra”.

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