L'INTERVENTO

Poste-Tim, Lasorella (Agcom): “Nessuna conseguenza regolamentare”



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Per le questioni di stretta pertinenza dell’authority, nessun impatto dall’Opas, spiega il presidente alla Camera, citando la nuova analisi di mercato che tiene conto della separazione della rete

Pubblicato il 22 apr 2026



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Nessuna “conseguenza significativa” sul piano regolamentare dal lancio dell’Opas di Poste Italiane su Tim: lo ha chiarito Giacomo Lasorella, presidente di Agcom, rispondendo a una domanda in audizione alla Camera.

“Di recente abbiamo fatto la nuova analisi di mercato che tiene conto della separazione della rete conseguente allo scorporo dell’infrastruttura da Tim”, ha affermato Lasorella. L’opas di Poste “non incide in senso stretto, tranne in modo marginale per quanto riguarda l’integrazione di Poste Mobile con Tim e per il fatto della coincidenza sostanzialmente dello stesso proprietario, ma dal punto di vista regolatorio di stretta attinenza dell’Autorità conseguenze non ve ne sono“.

Lasorella: da Agcom nessun faro su Poste-Tim

Ovviamente, ha aggiunto Lasorella rispondendo alle domande in Commissione Trasporti, in una audizione sul diverso tema del contratto di programma per il servizio universale di Poste, Agcom “continua a monitorare attentamente il mercato per verificare le eventuali conseguenze sul piano regolamentare e avremo ovviamente utili interlocuzioni anche con la nuova proprietà di Tim anche nel momento in cui questa si dovesse consolidare a seguito dell’offerta che è stata fatta, per verificare tutte le questioni di loro competenza”.

Già ieri alla Camera era intervenuto sull’operazione su Poste–Tim l’amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, in audizione presso la Commissione Trasporti in merito al contratto di programma con il Mimit per il quinquennio 2026-2031.

L’operazione “è stata valutata positivamente dai mercati”, ha dichiarato Del Fante: “Poste è un’azienda retail per eccellenza e storica del nostro Paese, dall’altro lato Tim è un’azienda corporate e storica per il sistema produttivo italiano. Andiamo ad acquisire presenza su clienti importanti. L’ambizione assieme a Tim è accompagnare il sistema Italia in questo momento di transizione importante”.

Consolidamento nel mercato delle Tlc mobili

Lo scorso marzo il Consiglio di amministrazione di Poste Italiane ha approvato il lancio di un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria su Telecom Italia, con l’obiettivo di acquisirne l’intero capitale sociale e procedere alla revoca dalla quotazione su Euronext Milan. Il corrispettivo complessivo dell’operazione è indicato in circa 10,8 miliardi di euro.

L’operazione punta a dare vita a “un unico Gruppo”, integrando due tra le principali realtà industriali italiane. Nella ricostruzione di Poste, il nuovo soggetto nascerebbe come la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese, con posizioni di leadership nei servizi finanziari e assicurativi, nella logistica, nelle telecomunicazioni e nei servizi digitali.

Alla Camera Del Fante ha chiarito che l’operazione Poste-Tim è anche “un primo passo di consolidamento importante” per il mercato delle Tlc.

La nuova analisi di mercato Agcom

Con la delibera n. 58/26/CONS Agcom ha approvato l’analisi dei mercati dell’accesso alla rete fissa, svolta ai sensi dell’art. 89 del Codice delle comunicazioni elettroniche, che tiene conto della separazione strutturale della rete fissa di accesso di Tim, divenuta operativa il 1° luglio 2024.

“A valle dell’operazione di separazione”, si legge, “FiberCop e Tim non hanno più legami partecipativi e FiberCop è titolare dell’infrastruttura di accesso di rete fissa, primaria e secondaria su rame e fibra, nonché opera nel solo mercato dei servizi di accesso all’ingrosso. Pertanto, l’analisi di mercato aggiorna la regolamentazione dei mercati (i) dei servizi di accesso locale all’ingrosso e (ii) dei servizi di capacità dedicata all’ingrosso (rispettivamente mercati 1 e 2 della raccomandazione n. 2020/2245/UE), precedentemente regolamentati dalla delibera n. 114/24/CONS”. L’aggiornamento è stato condotto anche alla luce del nuovo assetto di mercato scaturente dalla separazione che ha portato l’Autorità a qualificare FiberCop come operatore wholesale only ai sensi dell’articolo 91 del Codice.

L’Autorità ha dunque imposto a FiberCop la regolamentazione prevista dall’articolo 91 del Codice – nello specifico, obblighi di accesso, non discriminazione e l’obbligo di applicare prezzi equi e ragionevoli – alleggerendo dunque gli obblighi regolamentari previgenti.

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