VERSO L'ASSEMBLEA

Presidenza Telecom, salgono le quotazioni di de Puyfontaine

In vista dell’assemblea del 4 maggio Vivendi sta valutando la possibilità di proporre il suo ceo al vertice della compagnia. Conto alla rovescia per la presentazione delle liste prevista il 9 aprile

Pubblicato il 30 Mar 2017

arnaud-puyfontaine-vivendi-150409110543

Salgono le quotazioni di Arnaud de Puyfontaine alla presidenza di Telecom. Vivendi sta valutando di proporre il suo ceo al vertice. A dirlo fonti vicine alla vicenda, anche se nessuna decisione è stata ancora presa. Se si optasse invece per un presidente italiano, è probabile che l’attuale presidente Giuseppe Recchi rimanga al suo posto, precisano le fonti. De Puyfontaine è attualmente vicepresidente di Telecom Italia e, secondo una delle fonti, rappresenterebbe una scelta ragionevole per Vivendi, azionista di riferimento a un soffio dalla quota opa del 24%.

Per la presentazione delle liste per il rinnovo del cda c’è tempo fino al 9 aprile. Lo statuto Telecom Italia prevede che il presidente venga scelto dal consiglio al suo interno, o venga votato dai soci. Quando è stato nominato l’attuale cda, il presidente è stato votato in assemblea. Recchi ha ricevuto i voti di Telco, allora socio di riferimento, e di buona parte dei fondi.

La scelta di un esponente di punta di Vivendi per la presidenza Telecom potrebbe riacuire la discussione sul tema del controllo di Telecom Italia, sotto la lente dell’Agcom dopo la galoppata di Vivendi fino a quasi il 30% di Mediaset.

Nei giorni scorsi il collegio sindacale di Telecom ha portato alla ribalta il tema sostenendo che il consiglio di amministrazione, salvo eccezioni di scarsa rilevanza, si è sempre espresso secondo le indicazioni dei consiglieri rappresentanti del socio di riferimento. Elemento che considera sufficiente “per poter accertare la sussistenza, ai fini della disciplina delle operazioni con parti correlate, di una posizione di controllo” di Vivendi su Tim. Il cda ha invece affermato che i consiglieri si sono sempre espressi liberamente.

Secondo una delle fonti, vista la portata dell’investimento dei francesi, avere un rappresentante Vivendi alla presidenza avrebbe senso. Una ipotesi che potrebbe rendere meno spinosa una presidenza francese è di rendere la carica di presidente non esecutiva.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Articoli correlati