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Privacy, riparata falla di Android: esponeva a fughe di dati

La nuova release corregge un punto debole che affliggeva il 99% dei cellulari con sistema operativo di Google. Il presidente Schmidt: “La privacy degli utenti ci sta a cuore, ma chi condivide con noi i dati avrà servizi migliori”

19 Mag 2011

Scoperta e prontamente riparata una grave falla nei cellulari
Android che esponeva potenzialmente i dati degli utenti al furto da
parte di hacker. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Ulm
ha infatti scoperto solo due giorni fa che il 99% dei device
Android, quelli con sistema 2.3.3 o versioni precedenti, hanno una
vulnerabilità che rende teoricamente accessibili i dati e i
documenti personali dell’utente.

La falla individuata sarebbe legata ai token utilizzati per
l’autorizzazione dei dispositivi Android all’interno di reti
wi-fi non protette, che possono essere sfruttate per captare le
informazioni riguardanti le indentità, i contatti, i calendari e
le immagini Picasa archiviate sui device.

Molte applicazioni installate sui telefoni Android interagiscono
con i servizi di Google chiedendo un token di autenticazione,
ovvero una carta di identità digitale per quella app, spiegano
Bastian Konings, Jens Nickels e Florian Schaub della Università di
Ulm. Una volta emesso, il token elimina la necessità di
riaccreditarsi ai servizi per un certo periodo di tempo. Tuttavia,
hanno scoperto i ricercatori, questi token sono spediti come testo
sulle reti mobili e possono essere intercettati dai criminali e
rubati.

Il problema affligge tutte le versioni di Android precedenti alla
2.3.4, ovvero il 99% dei terminali basati sul sistema operativo
sviluppato da Google. La release 2.3.4, rilasciata nei giorni
scorsi, corregge il problema. Tuttavia, Mountain View, abituata ad
essere nel mirino per le questioni di privacy, ha voluto evitare
complicazioni e ha prontamente riparato la fatta anche del software
precedente: proprio oggi la società fa sapere che i suoi ingegneri
hanno già trovato una soluzione per la falla che non richiederà
alcun intervento da parte dell’utente finale.

Gli ingegneri di Mountain View hanno infatti realizzato una patch
lato server, modificando la gestione di contatti e calendari in
remoto, così da prevenire l’accesso non autorizzato alle
informazioni salvate. Nel corso dei prossimi giorni tale patch
sarà applicata a livello globale e non richiederà alcun
intervento manuale da parte degli utenti, che potranno continuare
ad utilizzare i propri smartphone e tablet senza correre alcun
rischio. Al momento, la soluzione proposta da Google non copre le
immagini archiviate in Picasa, per le quali è ancora in fase di
studio una patch.

Intanto il presidente di Google Eric Schmidt, che ha partecipato
alla conferenza sulla privacy Big Tent nell’Hertfordshire, in Uk,
ha promesso che l’azienda semplificherà il processo con cui gli
utenti dei telefoni Android acconsentono a condividere i loro dati
e ha rivelato che Google darà ai suoi utenti su Internet maggior
controllo sul profilo online. “Per noi la privacy è una
questione seria”, ha garantito Schmidt. "Stiamo lavorando su
una serie di progetti volti ad accrescere la nostra trasparenza”.
Per esempio, un nuovo Google Dashboard, dove gli utenti potranno
sempre vedere quali dati hanno condiviso con Google. “Siamo dalla
parte dei consumatori quando si tratta di privacy”, ha detto
Schmidt. “Ma se l’utente acconsente a condividere con noi i
suoi dati, potremo offrirgli servizi migliori”.