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Processo a Fastweb e Tis. Spunta l’ipotesi doppio rito

Possibile una separazione in due tronconi, uno per frode fiscale e l’altro per reato associativo. Intanto i Pm respingono le eccezioni dei difensori sulla concessione del rito immediato disposta dal Gip.  Attesa per lunedì prossimo la decisione della Corte

13 Gen 2011

Il processo Fastweb-Telecom Italia Italia Sparkle potrebbe
dividersi in due tronconi, uno per i reati fiscali e uno per
associazione a delinquere, ma per saperlo bisognerà aspettare
qualche giorno. Ieri infatti i Pm hanno respinto le eccezioni
sollevate dalla difesa che aveva chiesto l'annullamento del
decreto del Gip Maria Luisa Paolicelli che ha disposto il rito
immediato per i 27 imputati, motivando che si tratta della “più
colossale frode fiscale mai accertata in Italia" che ha
causato un "danno all'erario di 376 milioni di euro,
ovvero una cifra pari a un decimo dell'ultima
Finanziaria". Per sostenere la validità del giudizio
immediato, su cui la Corte si pronuncerà appunto il 17 gennaio
prossimo, il sostituto procuratore Francesca Passaniti ha
sottolineato i "gravi indizi di colpevolezza" che hanno
portato il Gip a emettere le misure cautelari, confermate poi anche
dal Tribunale del riesame e dalla Cassazione che "non ha
esitato a parlare di frode a livello europeo che solo una struttura
fortemente e stabilmente organizzata sarebbe stata in grado di
mettere in piedi".

Secondo l'accusa tutto si è svolto nel pieno rispetto delle
regole e della normativa vigente e non c'è stata alcuna
violazione del diritto del contraddittorio, per cui il rito
immediato non può essere ritenuto lesivo del diritto alla difesa.
Il motivo fondamentale per la richiesta del procedimento immediato
è quindi – secondo quanto spiegato da Passaniti – quello di
concludere il processo in tempi ragionevoli dato che sono già
stati acquisiti tutti gli elementi necessari.

Ma oltre al respingimento o all’accoglimento delle rilevazioni
dei Pm – come spiegano i legali di Scaglia a Milano Finanza –
spunta una terza via, appunto quella della divisione del processo
in due tronconi. Decisione che però non troverebbe il favore della
difesa. “L’dea di separare il procedimento di reato fiscale da
quello di associazione a delinquere – sottolinea Pier Maria Corso
– appare strumentale e tardivo, ed entra in rotta di collisione
con l’atteggiamento finora tenuto dalla procura”. Ma
soprattutto, conclude il legale, “rappresenta il riconoscimento
che l’eccezione è infondata”.

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