Il Digital Network Act (DNA), appena varato dalla Commissione europea, nasce con l’obiettivo di rendere il settore delle telecomunicazioni più solido e in grado di sostenere gli investimenti necessari per il futuro digitale europeo. Ma per comprenderne a fondo gli eventuali effetti, bisogna partire dal punto che più ha inciso di più negli ultimi anni: l’accanimento regolatorio nei confronti del settore. È la tesi di Andrea Rangone, professore di Digital Business innovation & entrepreneurship del Politecnico di Milano, che spiega a CorCom perché è necessario andare oltre il DNA.
L’intervista
Rangone: “Iper-regolamentazione e guerra di prezzo hanno messo in ginocchio le telco: il Dna rischia di non bastare”
Il professore del Polimi: “Le regole Ue sono un passo, ma serve favorire attivamente il consolidamento e remunerare gli asset infrastrutturali in modo trasparente e prevedibile sul modello del RAB (Regulatory Asset Base), come nel settore energia”
Direttrice

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