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Rapporto Riir, in Italia innovazione in bianco e nero

Banda larga, oltre il 65% la copertura di Lazio, Campania, Lombardia ed Emilia Romagna. Calabria e Basilicata fanalini di coda. E sulla penetrazione di Internet sul podio Lazio, Lombardia e Provincia di Trento

21 Feb 2011

Innovazione a due velocità per le Regioni italiane. La fotografia
è scattata dal Riir
2010, il primo rapporto sull’Innovazione nell’Italia delle
Regioni, promosso dal Cisis (Centro Interregionale per i Sistemi
Informatici, Geografici e Statistici) e da Forum PA che dettaglia
la copertura in banda larga dei territori. In questo senso si va da
Regioni con una copertura relativamente buona – il Lazio con più
del 75% delle linee, la Campania con il 72%, la Liguria con il
69,5%, la Lombardia con il 63%, la Sicilia e la Puglia con circa il
62%, l’Emilia Romagna con quasi il 61% – a Regioni in cui,
invece, il digital divide infrastrutturale è ancora molto forte:
la Valle d’Aosta con una copertura in banda larga del 43% e,
fanalini di coda, il Molise con il 39%, la Calabria con il 36%, e
la Basilicata con appena il 34%.

Anche la diffusione di Internet nella società è molto diversa da
regione a regione, come emerge dall’elaborazione dei dati Istat
– ripresi nello studio – relativi alla dotazione tecnologica
delle famiglie per l’accesso alla società dell’informazione
(disponibilità di personal computer, connessione a internet da
casa e, in particolare, connessione larga banda).

Lazio, Lombardia e Provincia Autonoma di Trento sono, nel 2010, le
regioni più “avanzate” sotto questo aspetto, tutte ben al di
sopra della media nazionale. In particolare il Lazio è la regione
in cui si registra la più elevata penetrazione di internet e Pc
tra le famiglie, mentre la Provincia Autonoma di Trento è la
regione con la più alta penetrazione della larga banda. L’Umbria
ha tutti valori sostanzialmente in linea con quelli nazionali,
mentre sono leggermente sotto la media il Piemonte, la Valle
d’Aosta (che ha un differenziale negativo in particolare per
l’accesso a internet) e la Liguria.

Marcato, invece, il divario delle regioni del mezzogiorno, dove
spicca in positivo la sola Sardegna, l’unica a posizionarsi sopra
la media nazionale. Calabria, Puglia, Basilicata, Sicilia e Molise
sono nettamente al di sotto rispetto a tutti gli indicatori
considerati.
Da notare infine, come nota di ottimismo finale, che la Calabria
nell’ultimo anno ha compiuto molti passi avanti: +10% rispetto
alla dotazione di Pc, +20% nei collegamenti a Internet e +60% nella
banda larga. Pur lontana dalla media italiana, anche in questa
regione la società dell’informazione comincia ad affermarsi.

Di fronte ai tanti chiaro-scuri dal rapporto emerge comunque
l’impegno delle Regioni a mettere in campo risorse e competenze
per superare i gap e fare sistema tra i territori. Come dimostra
l’ammontare delle risorse investite per l’innovazione e lo
sviluppo della società dell’informazione, oltre 4,5 miliardi di
euro impegnati nel periodo 2007-2013.

“Il fatto di costruire un sistema sempre più informatico e
digitale non vuol dire solo perseguire un percorso di
semplificazione, ma significa sostenere la nervatura dello sviluppo
economico dell’intero paese – spiega Sergio Rossetti,
coordinatore vicario della Seconda Commissione Conferenza delle
Regioni e Assessore alle Finanze, Formazione, Università della
Regione Liguria – Le Regioni hanno un ruolo fondamentale, perché
qui è maturato l'approccio sistemico con priorità e obiettivi
convergenti”.