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Reti Nga: aiuti di Stato solo in aree non redditizie

Gli operatori che beneficieranno degli stanziamenti pubblici dovranno garantire pieno accesso alla rete agli operatori concorrenti

17 Set 2009

La Commissione europea ha approvato un documento che mette nero su
bianco gli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato per
le reti a banda larga.

Due le macro-aree in cui è stato suddiviso il
"territorio": nelle cosiddette aree nere, quelle ad alta
competitività, l'intervento dello stato secondo
l'orientamento comunitario non è necessario; al contrario, è
possibile, ma a determinate condizioni, prevedere la mano pubblica
nelle aree scarsamente servite dagli operatori ossia quelle
considerate meno redditizie per il business (aree bianche e
grigie).

Gli orientamenti contengono inoltre disposizioni specifiche
relative allo sviluppo di reti d’accesso di nuova generazione,
che consentono l’erogazione di aiuti pubblici al fine di
incentivare gli investimenti "senza creare indebite
distorsioni della concorrenza", puntualizza la Commissione che
ha redatto le linee guida tenendo conto delle osservazioni ricevute
nell'ambito della consultazione pubblica lanciata a maggio 2008
(circa un centinaio i contributi inviati da Stati membr,
associazioni e operatori) e di quelle emerse durante la riunione
multilaterale con gli Stati membri il dello scorso 22 giugno.

"Gli orientamenti rappresentano uno strumento completo e
trasparente per garantire agli Stati membri e alle autorità
pubbliche che i loro progetti di finanziamento pubblico nel settore
della banda larga siano conformi alle norme comunitarie in materia
di aiuti di Stato – sottolinea il commissario responsabile della
Concorrenza Neelie Kroes – Tale strumento agevolerà quindi
l'installazione su vasta scala di reti a banda larga sia ad
alta che ad altissima velocità, rafforzando la competitività
europea e contribuendo allo sviluppo di una società basata sulla
conoscenza in Europa."

In dettaglio, il documento illustra in che modo è possibile
stanziare finanziamenti pubblici per lo sviluppo di reti a banda
larga di base e di reti d’accesso di nuova generazione Nga in
aree in cui sono assenti investimenti di operatori privati.
"Gli Stati membri richiedenti adattano poi tale distinzione
alla situazione reale delle reti Nga (il cui sviluppo è ancora
nella fase iniziale), tenendo conto non soltanto delle
infrastrutture Nga già esistenti ma anche di progetti concreti di
operatori del settore delle telecomunicazioni di investire
nell’installazione di reti di questo tipo in un prossimo futuro.
Gli orientamenti prevedono una serie di garanzie essenziali (ad
esempio: mappatura dettagliata, gare d’appalto a procedura
aperta, obbligo di libero accesso, o ancora neutralità tecnologica
e meccanismi di recupero) al fine di promuovere la concorrenza ed
evitare l’esclusione dal mercato degli investimenti
privati", recita il documento della Commissione.

"Benché gli investimenti nel settore delle reti a banda larga
ad alta e ad altissima velocità debbano essere realizzati
anzitutto da operatori privati – continua il documento –
l'intervento pubblico può avere una funzione essenziale per
estendere la copertura della banda larga ad aree in cui gli
operatori di mercato non prevedono di investire. Obiettivo
principale degli orientamenti sulle reti a banda larga è
promuovere un rapido sviluppo su vasta scala di tali reti,
preservando al tempo stesso le dinamiche di mercato e il livello di
concorrenza in un settore ormai interamente
liberalizzato".

L’operatore privato che beneficia di un aiuto di Stato è
obbligato a incentivare la concorrenza ofrrendo livero accesso alla
rete sovvenzionata da finanziamenti pubblici agli operatori
concorrenti.

La reazione
dell'ETNO

La reazione dell'ECTA

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