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Rim punta sul mobile web: brevetto per tecnologia super-fast

L’azienda titolare del Blackberry ha presentato richiesta per ottenere il copyright su un innovativo sistema di navigazione ideato per velocizzare la navigazione online via telefonino

21 Gen 2010

Research In Motion ha fatto richiesta allo U.S. Patent and
Trademark Office per depositare un brevetto per una tecnologia che
migliora la velocità di navigazione Internet sui device mobili
facendo leva sull’uso di un server proxy che comprime e
decomprime i dati trasmessi sulle reti wireless.


"Molti device mobili che accedono a Internet in modalità
wireless possono oggi andare incontro a inefficienze
nell’attività di browsing”, si legge nella documentazione
presentata dall'azienda titolare del Blackberry. “Uno dei
motivi è che i dati sono spediti non compressi. Questo aumenta il
traffico e rallenta la velocità di navigazione”. Rim è
impegnata in un’accesa battaglia sul mercato degli smartphone per
il segmento consumer, dove deve vedersela soprattutto con
l’iPhone della Apple ma anche con i diversi cellulari che usano
il sistema operativo Android di Google. Per lungo tempo leader
nella e-mail wireless, il BlackBerry fatica a tenere testa ai
rivali nell’Internet browsing, che è invece una funzionalità
essenziale per i consumatori.



"Uno dei maggiori problemi con i browser web sugli smartphone
è la lentezza con cui navigano su Internet”, nota Carmi Levy,
analista tecnologico. "Per mantenere la leadership sul mercato
consumer e battere i concorrenti, bisogna agire su questo
fronte". Rim è consapevole della sfida che si prospetta. E
non a caso sta lavorando anche al rinnovamento della propria
piattaforma di web browsing.

L’azienda si prepara ad integrare il web browser mobile della
Torch Mobile (azienda di Toronto acquisita ad agosto) creando un
nuovo strumento di navigazione Internet basato sul motore open
source WebKit (che supporta anche i browser mobili dell’iPhone e
dei cellulari Android). Quanto alla nuova applicazione,
secondo
Levy il rischio di mettere i proxy server direttamente
sul device mobile (non nei data center dove sono di solito) è che
il proxy server sottragga potenza elaborativa allo smartphone,
peggiorando le performance complessive anziché migliorare la
navigazione Internet. Ma se la Rim ha chiesto un brevetto e punta
su questa tecnologia “è presumibile”, aggiunge l’analista,
“che sia riuscita a rendere più efficiente il web browsing senza
intaccare la user experience”.