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Romani: “Con il 4G l’Italia recupererà il ritardo sulla fibra”

Il ministro per lo Svilippo economico: “Ecco perché abbiamo anticipato la gara per le frequenze”. E annuncia: “Entro luglio chiuso il tavolo sulla banda larga. Infratel sta lavorando bene, sufficienti i 400 milioni stanziati”

14 Lug 2011

Il 4G contribuirà a ridurre il ritardo italiano sulla fibra. Ne è
convinto il ministro per lo Sviluppo economico, Paolo Romani che,
in audizione oggi in commissione Trasporti e Tlc della Camera, ha
sottolineato: “Siamo una nazione mobile e ne dobbiamo tener conto
ed è uno dei motivi per i quali abbiamo voluto anticipare
l’assegnazione delle frequenze in banda. Servirà a fare la Rete
in 4G. Il ritardo strutturale che abbiamo oggi in fibra lo possiamo
recuperare velocemente con l’ampliamento della 4G”.

“L’Ict è un volano per il futuro – ha proseguito – Negli
ultimi 15 anni ha contributo alla crescita del Pil europeo per
oltre il 50%. Il valore dell’internet economy è di 31,6
miliardi, il 2 per cento dell’intero Pil del nostro Paese”.
Riguardo la
manovra
Romani ha ricordato che nel testo “c’è ulteriore
aggancio alla banda larga”, che è una “conferma di quel
memorandum of understanding firmato nello scorso novembre”.

“Ci sarà una condivisione dell’infrastruttura di Rete” tra
gli operatori del settore e poi, eventualmente, un intervento del
pubblico, in particolare della Casse depositi e prestiti, che possa
contribuire agli 8,3 miliardi di euro “che dovrebbero e
potrebbero servire per il progetto definitivo della banda larga”,
ha sottolineato il ministro.

Le risorse a disposizione di Infratel per colmare il digital divide
sono sufficienti e il tavolo sulla banda larga dovrebbe poter
essere chiuso entro luglio, ha detto Romani.

Il ministro ha spiegato che i 400 milioni che erano stati stanziati
non sono stati ancora utilizzati del tutto e pertanto non c'è
motivo di ricorrere agli altri 100 milioni previsti dalla legge di
stabilità. "Infratel sta facendo un ottimo lavoro, il 50% del
digital divide è stato gia' chiuso", ha concluso
Romani.

“Lo Stato farà la sua parte, anzi, Cdp farà la sua parte e
immagino anche che l’incumbent farà il suo ruolo fino in fondo
di ex incumbent visto che di rete ce ne sarà una sola”, aggiunge
Romani.

Secondo il ministro inoltre, la gara per le frequenze per gli
operatori mobili a 800 mhz, muterà anche lo scenario:
“L’evoluzione del sistema è clamorosamente veloce. Oggi con la
partecipazione per la gara delle frequenze potrebbe non essere più
necessario lo schema come da noi immaginato con l’accesso della
fibra in ogni casa. Lo sviluppo del mobile ci avvantaggia”.

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