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Romani: “Per la Ngn faremo la società della rete”

“I soldi non sono un problema” dice il vice ministro con delega alle Comunicazioni. Si farà una newco in cui confluiranno gli operatori interessati a realizzare la nuova rete con il sostegno economico della Cdp e del Governo

23 Nov 2009

“Faremo la società della rete, i soldi non sono un problema”.
È quanto annuncia il vice ministro allo Sviluppo economico con
delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, all'agenzia di stampa
Ansa.

“Il Governo sta lavorando al Piano per portare Internet veloce a
tutti gli italiani, piano che sarà portato a termine appena
usciremo dalla crisi garantendo 2 MB a tutti”.

Il vice ministro torna anche sulla rete di Telecom Italia:
“L’infrastruttura è largamente insufficiente e soffre di
scarsi investimenti: l’ex monopolista investe poco appesantita da
grandi problemi finanziari anche se non dipendono dalla gestione
industriale. Come Stato e Governo siamo costretti a intervenire e
l'Europa ce lo consente”.

Romani annuncia inoltre che chiusa la fase del digital divide si
pone il problema della rete di nuova generazione. “Trattandosi di
un investimento eccezionale per il Paese l'Unione europea
consente l'intervento del Governo per una cifra che fra i 6 e i
10 miliardi di euro. Vodafone spinge per il wireless, Fastweb per
la fibra e Telecom Italia non ha preferenze a parte il fatto che ha
meno soldi degli altri”.

Di qui la soluzione “società della rete”, una newco su cui
“interverranno i grandi player ma anche Poste e Ferrovie e altri
soggetti inseriti nel sistema infrastrutturale”. Il tutto senza
la necessità di uno scorporo della rete Telecom. “Opteremo per
il project financing”, annuncia Romani sottolineando che i soldi
non sono un problema. “La Cassa Depositi e Prestiti ha oltre 100
miliardi da investire e ci sono anche altre risorse. Il Governo,
inoltre, ha intenzione di fare la sua parte”.