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Romani: “Presto l’intesa sulle Ngn”

Il ministro dello Sviluppo economico annuncia l’imminente accordo fra le telco riunite al Tavolo sulle nuove reti: “Ancora qualche discussione, ma ci siamo”. E sul potenziale degli investimenti: “In Italia non ci sono aree a fallimento di mercato”

17 Mag 2011

Arriveranno in tempi brevi i risultati del tavolo sulla rete di
nuova generazione che ha riunito presso il ministero dello Sviluppo
economico i player delle telecomunicazioni interessati alla
condivisione delle infrastrutture passive per la banda ultralarga.
È il ministro Paolo Romani a mostrarsi ottimista sui tempi:
"Abbiamo ancora qualche settimana di discussione – ha detto –
ma ho l'impressione che ci siamo".

Il tavolo è stato costituito dopo la sigla del memorandum di
intesa da parte di ministero e operatori a novembre scorso sulla
condivisione delle infrastrutture passive per la rete in fibra
ottica. L'Italia ha ridotto fortemente nell'ultimo anno e
mezzo il digital divide: i cittadini non connessi alla rete sono
scesi da 7,8 milioni a 5 milioni. Inoltre il divario digitale è
distribuito in maniera abbastanza uniforme in tutto il Paese e non
riguarda il Nord e il Sud. Così il ministro dello dello Sviluppo
economico, Paolo Romani, sintetizza l'opera del suo dicastero
per diffondere la connessione ad internet. "Abbiamo già fatto
gran parte del lavoro – ha spiegato Romani -. Ad oggi la
percentuale che utilizza la banda larga in Italia ha superato il
50%, dato che continua a crescere, e non è vero che c'è un
divario tra nord e sud".

Nel sottolineare la novità costituita dall'ingresso della
Cassa Depositi e Prestiti nel progetto, il che dimostra
"l'interesse dello Stato alla realizzazione di questa
grande infrastruttura", il ministro ha spiegato che "si
faranno insieme gli scavi per i cavidotti", la parte più
costosa dell'investimento calcolato "in 8-10 miliardi per
connettere a 100 megabit il 50% del paese".

Sulla fibra ottica il progetto dell'Italia per una volta può
condurre il paese all'avanguardia in Europa: "il nostro
obiettivo – ha sottolineato Romani – è il 2018 contro quello
indicato da Bruxelles al 2020".

Al ministro fa eco l'amministratore delegato di Vodafone
Italia, Paolo Bertoluzzo, che nel corso della presentazione del
libro «1000 comuni d'Italia in rete. I primi 100», realizzato
con l'agenzia Ansa, ha detto che quello italiano "può
essere un modello virtuoso" per le reti di nuova generazione
in Europa.

"Il lavoro del tavolo è molto complesso perchè lo è il
tema", ha spiegato sottolineando che l'Italia è
all'avanguardia su questo percorso. "Si sta lavorando bene
per passare alla realizzazione di un business plan da 10
miliardi" arrivando così "a un punto di discussione di
merito impensabile quando siamo partiti", ha concluso
Bertoluzzo.

Romani, "In Italia non esistono aree a fallimento di
mercato"

Il ministro Romani ha sottolineato che quando "l'Europa
dipinge l'Italia come uno Stato arretrato per quel che attiene
la connessione alla rete e in particolare alla banda larga,
sbaglia, perché su 22 milioni di linee 12,5 sono connesse in banda
larga, e questi sono dati che risalgono ad un anno fa".

Romani ha osservato come nel nostro Paese ci sia un grande spazio
per la crescita delle connessioni wireless: "Basti pensare –
ha detto- che ci sono 15 milioni e 800 mila smart phone".
Infine, proprio per quanto attiene la diffusione della banda larga
e dei servizi ad essa connessi, il ministro ha detto di non credere
all'esistenza di "aree a fallimento di mercato".