Samsung, chiesti 12 anni di carcere per Lee Jae-yong - CorCom

L'INCHIESTA

Samsung, chiesti 12 anni di carcere per Lee Jae-yong

La richiesta dei procuratori alla Corte di appello della Corea del Sud: a fine gennaio il verdetto. Il vice presidente condannato a 5 anni in primo grado

27 Dic 2017

Dodici anni di carcere per il il vicepresidente della Samsung Electronics, Lee Jae-yong. Tanto hanno chiesto i procuratori della Corea del Sud  alla Corte di appello –  il manager era stato condannato a cinque anni in primo grado ad agosto – nel caso di corruzione che ha travolto il Paese. L’Alta corte di Seul dovrebbe pronunciarsi a fine gennaio. Lee, 49 anni, erede di uno dei maggiori imperi aziendali del mondo, è stato arrestato a febbraio scorso per corruzione.

Insieme a Lee, accusato di aver corrotto l’ex presidente Park Geun-hye, sono indagati altri quattro ex dirigenti di Samsung. Il tribunale di primo grado aveva stabilito che la tangente avrebbe aiutato Lee a rafforzare il suo controllo sulla Samsung Electronics, fiore all’occhiello di una delle maggiori società di tecnologia del mondo.

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Ad agosto, la Corte aveva stabilito che mentre Lee non aveva chiesto direttamente aiuto a Park, il fatto che la fusione del 2015 fra due affiliate di Samsung servisse a rafforzare il controllo di Lee sulla Samsung Electronics, implica che il vicepresidente avesse chiesto aiuto alla presidente per rafforzare il suo controllo sulla società. Lee, in abito scuro e camicia bianca senza cravatta, all’udienza di appello di oggi ha negato l’accusa di corruzione e ha anche smentito le recenti accuse dei pubblici ministeri di aver incontrato Park faccia a faccia per quattro volte, invece delle tre precedentemente ammesse.

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