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Scajola e Romani: “L’inchiesta sul riciclaggio non pregiudichi i progetti di Tlc”

Preoccupazione sui contraccolpi della vicenda che ha coinvolto Fastweb e Telecom Italia Sparkle. “Non bisogna destabilizzare il sistema”

25 Feb 2010

"Speriamo che le vicende giudiziarie che vedono implicate
Fastweb e Telecom Italia non pregiudichino lo sviluppo delle
società e mi auguro che tutto questo non sia di inciampo ai
progetti che abbiamo in corso con queste aziende e con tutti gli
operatori della telefonia”. É quanto auspicato oggi da Paolo
Romani, viceministro alle Comunicazioni, a margine della firma di
un protocollo di intesa con l’Upi.

"Ho sentito le parole dell'amministratore delegato di
Fastweb secondo cui la colpa è di due dirigenti che sono stati poi
licenziati – ha detto Romani -. Fino a prova contraria non posso
non fidarmi della buona fede di responsabili delle aziende.
Aspettiamo che il lavoro della magistratura faccia il suo
corso".

Sul rinvio  dell’approvazione dei conti di Telecom il
viceministro ha così commentato: "Telecom Sparkle è
un'azienda strategica e il rinvio mi sembra che sia una cautela
ragionevole".

“Mi sembra si siano assunte fino in fondo le proprie
responsabilità e che non ci siano fughe di responsabilità”, ha
concluso Romani.

A fargli da eco, il titolare delle Sviluppo economico, Claudio
Scajola che si è augurato che  l'inchiesta su riciclaggio e
frode fiscale per 2 miliardi di euro non pregiudichi
l'attività delle due aziende di telefonia indagate Fastweb  e
Telecom Italia Sparkle”.
"Ogni inchiesta che vuole moralizzare è bene accolta. È
ovvio che può avere dei contraccolpi – ha precisato Scajola al
Forum economico del Mediterraneo -. C'è bisogno di più
moralità ma anche di non destabilizzare il sistema"

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