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Sciolla (BT): “Ngn, bisogna partire dalle aree industriali”

Il numero uno dell’azienda sottolinea la necessità di cablare le aree in cui si concentrano le aziende per favorire la competitività-Paese: “Fibra fondamentale per servizi innovativi quali il cloud”

06 Ott 2011

Se saremo in grado di spingere gli investimenti in ict in Europa il
potenziale di sviluppo è stimato attorno ai 760 miliardi nel 2020.
Corrado Sciolla Ad di Bt Italia e presidente di Bt France ha acceso
i riflettori sul potenziale dell'Ict in occasione del suo
intervento al convegno "Agenda digitale: Action"
organizzato a Capri da Between. "Negli Usa gli investimenti
nell'Ict hanno avuto un impatto sul Pil dal 9% degli anni 90 al
30% del 2010 – ha detto Sciolla riferendosi ai dati di uno studio
di Oxford Economics -. L'Europa è partita allo stesso livello
ma poi il rallentamento degli investimenti ha provocato un
rallentamento dell'impatto del Pil che nel 2010 si è attestata
al 20%. Così se la crescita della produttività negli Usa è stata
del 2%, – pari a 3400 euro di pil pro-capite – in Europa si è
fermata all'1%

A favorire la crescita sono stati gli investimenti nelle nuove
reti: "Scandinavia e Uk i Paesi che hanno registrato la
crescita più alta negli ultimi anni grazie agli investimenti nella
realizzazione delle reti in fibra ma soprattutto per
competitività", ha detto Sciolla ricordando che Italia e
Spagna sono fanalini di coda. "Ma per favorire lo sviluppo
delle nuove reti è necessario incentivare gli operatori ad
investire e garantire eguali condizioni di accesso: per incentivare
gli investimenti bisogna concentrarsi su progetti specifici ed
eliminare la grossa asimmetria fra operatori fissi e mobili. Poi
bisognerà spingere lo spegnimento della vecchia rete  in rame con
una migrazione non distruttiva. Inoltre la nuova rete deve dare
libertà di accesso, si devono adattore le medesime condizioni
della rete in rame per garantire competizione e sviluppo di
servizi".

Secondo Sciolla gli investimenti devono riguardare in primis le
aree industriali: "Una rete Ngn per le imprese è fondamentale
per erogare servizi quali cloud e videoconferenza. E deve avere
precise caratteristiche: la performance deve essere end to end, e
ciò comporta investimenti pesanti nella parte di backhauling. E
poi non si può investire solo sull'ultimo miglio. Asstel
propone di utilizzare i soldi in esubero dall'asta Lte per
andare a coprire i distretti industriali in un'ottica di
abbattimento del digital divide".

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