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Silvio Scaglia rientra in Italia: “Sono tranquillo”

L’ex Ad di Fastweb: “Sono tranquillo sulla correttezza del mio operato”. Intanto Swisscom, la compagnia elevetica che controlla l’operatore italiano dal 2007, ha chiesto di fare “chiarezza sulle accuse” e ha avviato un esame approfondito della vicenda per “valutare con attenzione le conseguenze”

24 Feb 2010

E' previsto per domani il ritorno di Silvio Scaglia. Per
l'ex numero uno di Fastweb è stato organizzato un volo privato
che lo riporterà in Italia in giornata. In una nota Scaglia si
dice "totalmente tranquillo sulla correttezza del mio
operato". "Desidero parlare al più presto con i
magistrati per poter rispondere dei fatti che mi sono stati
attribuiti – spiega il manager – Si parla di vicende di fatto
conclusesi tre anni fa e che ero convinto di aver chiarito a suo
tempo".

Nella nota nota viene precisato che "il ruolo di Silvio
Scaglia e quello allora di Fastweb non hanno niente a che fare
con
personaggi, eventi e reati relativi all'indagine di
criminalità mafiosa". I difensori di Silvio Scaglia si sono
già messi a disposizione dei magistrati per concordare
l'interrogatorio in tempi brevi.

Intanto Swisscom, l'azienda elevetica che controlla Fastweb dal
2007, ha auspicato che  "si faccia rapidamente luce sulle
accuse mosse nei confronti di Fastweb", offrendo "piena
collaborazione ai magistrati". Nella nota ufficiale diffusa
stamattina rende noto di aver avviato  un esame approfondito sulle
implicazioni a seguito della vicenda "per valutare con
attenzione le conseguenze".

"Swisscom prende atto delle accuse mosse ieri dalle autorità
italiane si legge nella nota -. Al momento dell'acquisizione di
Fastweb nel 2007, Swisscom era a conoscenza del procedimento per
presunta frode fiscale relativa al periodo dal 2003 al 2006.
Secondo l'accusa, i fornitori avevano effettuato tali
transazioni solo per evitare il pagamento dell'Iva versata da
Fastweb allo Stato. In seguito a questa inchiesta, fino ad oggi
Fastweb non ha ancora ricevuto il rimborso totale dell'Iva. Al
momento dell'acquisizione di Fastweb nel 2007, Swisscom era
stata informata del procedimento in corso. Erano state richieste
due differenti perizie a società di consulenza tributaria, secondo
le quali le operazioni contestate erano lecite e Fastweb ha quindi
diritto al rimborso dell'Iva. L'impossibilità di esigere
il rimborso dallo Stato, in base alle conoscenze di allora, veniva
considerata come parte del rischio insito nell'offerta di
acquisto".

Sulla vicenda scendono in campo anche i sindacati. "La
priorità è garantire la continuità aziendale di Fastweb",
sottolinea   Alessandro Genovesi, Segretario nazionale di
Slc-Cgil
, che invita l'azienda a fornire ai propri
dipendenti il massimo delle assicurazioni possibili.

"Sarà la magistratura ad appurare la verità. Ora però
bisogna garantire continuità operativa dell'azienda. Invitiamo
tutti a non inseguire voci o alimentare speculazioni. Serve
serenità e senso di responsabilità in attesa di avere il massimo
di informazioni e che le indagini facciano il proprio corso. Appena
saranno chiari i contorni dell'intera vicenda sarà nostra
priorità richiedere un incontro nazionale informativo con i
massimi livelli dell'azienda".

"Roba da matti. Non capisco cosa sta succedendo". Cm
queste parole Silvio Scaglia, il fondatore ed ex
amministratore delegato di Fastweb attualmente in Sud America,
raggiunto telefonicamente dal Corriere della Sera ha commentato
l'ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti emessa dal
Gip di Roma su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia.
"Non so perché sia tato emesso il mandato. Sono già stato
interrogato sulla stessa materia all'inizio
dell'inchiesta".

ECCO GLI ALTRI INDAGATI DELL'INCHIESTA

Per Fastweb indagati anche l'attuale Ad Stefano
Parisi
, Alberto Calcagno e Mario
Rossi Alois
, direttori della Divisione Finanza e
controllo, Mario Rossetti, membro del cda,
Giuseppe Crudele, dipendente della divisione
Residenziale e business funzione marketing, Bruno
Zito
, responsabile delle grandi aziende e Roberto
Contin
, direttore della divisione large Account e membro
del comitato direttivo. I provvedimenti restrittivi oltre a
Scaglia, riguardano Crudele, Contin, Rossetti e Zito.

Riguardo alla parte dell'inchiesta relativa al coinvolgimento
di Telecom Italia Sparkle le misure cautelari riguardano
Stefano Mazzitelli (amministratore delegato) e
Massimo Comito (responsabile dell'area
Europe). Indagati Riccardo Ruggiero (presidente
del consiglio di amministrazione) e  Carlo
Baldizzone
(responsabile dell'area amministrazione e
controllo).

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