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Slitta di tre anni il piano Digital Britain. Il governo: “Non ci sono i fondi”

“Risorse insufficienti per azzerare il digital divide al 2012”, annuncia il ministro Hunt che rimanda la partita al 2015. Intanto per finanziare la realizzazione delle nuove reti spunta l’ipotesi di utilizzare i proventi del canone Bbc

16 Lug 2010

La data del 2015 indicata ieri dal ministro della Cultura
britannico, Jeremy Hunt, e dal Ceo di Bt Openreach, Steve
Robertson, come obiettivo per portare la banda larga all’intero
Paese con velocità minima di 2 Mbps rappresenta un passo indietro
rispetto a quanto indicato un mese fa, nota oggi il Financial
Times.

"A giugno ho annunciato che il governo si impegnava a portare
il servizio di banda larga universale a un minimo di 2 megabit, ma
ho analizzato le misure e i fondi messi da parte dal precedente
governo per raggiungere l’obiettivo entro il 2012 e non credo che
ci siano soldi a sufficienza", chiarisce Jeremy Hunt. Di qui
la decisione del nuovo governo di coalizione di spostare la data al
2015, che rappresenta il termine dell’attuale legislatura.

"Per la fine di questo mandato, il Paese dovrà essere in
grado di vantare la miglior rete di banda larga super-veloce in
Europa e una delle migliori nel mondo”, continua Hunt.

Il precedente governo aveva proposto, all’interno del Digital
Britain Report di giugno 2009, di introdurre una tassa mensile di
50 pence su ogni linea fissa. Lo scorso mese, però, il nuovo
esecutivo ha confermato che non ricorrerà a questa imposta.

Invece Hunt ha indicato ieri che il governo userà parte del canone
della Bbc per finanziare l’implementazione delle nuove reti e ha
chiesto agli operatori telco di condividere con i competitor
l’accesso alle loro infrastrutture. In più il Segretario intende
costringere Bt ad aprire i suoi cavidotti alle rivali. "Non ci
sono motivi perché le aziende telecom o le utility non raggiungano
accordi commerciali tra loro per condividere le infrastrutture,
eppure pochissimi accordi del genere esistono”, sottolinea Hunt
sul Ft.