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Smart grid, per le telco un business da 4,9 miliardi

Le utility oggi preferiscono realizzare reti in proprio. Ma per i service provider si apre un potenziale mercato a patto che garantiscano prezzi competitivi e servizi affidabili

22 Dic 2010

C’è un business miliardario nelle smart grid per i service
provider: le aziende che forniscono servizi fissi e mobili alle
utility per le reti intelligenti avranno opportunità di revenue
crescenti, dai 2,2 miliardi di dollari del 2009 ai 4,9 miliardi del
2016, secondo Pike Research. Lo studio ammette che la maggior parte
delle utility continua a preferire la realizzazione e gestione di
proprie reti private, soprattutto per problemi di costi e
affidabilità; tuttavia, esiste un potenziale mercato di dimensioni
rilevanti anche per i service provider.

Data la natura mobile dell’industria delle utility, aggiunge Pike
Research, i primi a beneficiare di questo mercato in crescita
saranno gli operatori wireless. Dal 2009 al 2016, gli analisti
prevedono un aumento di sei volte per i service provider mobili
delle revenues legate alle smart grid. Bob Gohn, direttore della
ricerca di Pike Research, nota che uno dei vantaggi per le utility
di affidarsi a un service provider è che possono "fare leva
sull’infrastruttura esistente anziché costruirne e gestirne una
propria”. Benché le utility siano state finora riluttanti a
lavorare con altre aziende a causa dei costi del servizio, Gohn
ritiene che l’atteggiamento stia lentamente cambiamento.

"E anche se i costi del servizio non sono stati finora bassi
come le utility vorrebbero, i carrier stanno diventando più
aggressivi nelle strategie di prezzo e ci aspettiamo che questa
strategia paghi, portando più contratti con le utility nei
prossimi anni”, afferma l’analista.

Alcune barriere importanti impediscono ancora, continua Gohn, una
diffusa adozione delle reti pubbliche, anziché quelle private, per
le applicazioni per smart grid. Molte utility temono che i carrier
non possano garantire copertura di rete al 100% sull’intera smart
grid, dare priorità al loro traffico dati all’interno di
un’infrastruttura di rete condivisa e assicurare la
disponibiiltà e affidabilità del servizio. Per questi motivi,
insieme ai costi, Pike Research pensa che i network privati
continueranno a fare la parte del leone nei progetti di smart
grid.

Tuttavia le opportunità per i carrier esistono e sono importanti,
conclude Pike Research, e i provider, fissi o mobili, possono
coglierle non solo abbassando il prezzo del loro servizio ma anche
cercando attivamente, come già alcuni stanno facendo, di capire
quali sono le esigenze delle utility in termini di servizio e
disegnando applicazioni per smart grid e soluzioni ad hoc.