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Smart home, le telco stanno (ancora) a guardare

Ims Research: il mercato dei servizi è ancora in fase embrionale e la crescita sarà trainata dalle utility. Gli operatori di Tlc latitano ma nei prossimi cinque anni la situazione è destinata a cambiare

28 Ott 2010

Il numero di smart homes – le case intelligenti con un controllo
automatizzato e centralizzato degli elettrodomestici e una gestione
ottimale del consumo di energia tramite reti domestiche in banda
larga e tecnologie di smart metering – saranno 14 milioni entro
il 2014, secondo Ims Research.

Alex Green, senior director della divisione comunicazioni della
società di ricerche, ha affermato nel corso del Broadband World
Forum di Parigi che la crescita inizialmente sarà trainata dalle
utility. "Il loro ruolo è importante e già stanno
cominciando a lanciare offerte che diventeranno le fondamenta di
molti servizi per smart homes", ha detto Green. "Queste
aziende hanno molto da guadagnare se riescono a gestire
l’utilizzo che le persone fanno dell'energia”.

Tuttavia, ha proseguito Green, le società dell’energia
potrebbero scontrarsi con l’opposizione di alcuni utenti finali:
"Ci aspettiamo che alcuni consumatori siano riluttanti ad
affidare al fornitore il controllo del loro utilizzo
dell’energia”, ha spiegato l’analista di Ims. Sarà compito
delle utility, dunque, e delle società che offrono tecnologie di
smart metering, “educare” i clienti, presentando i benefici dei
servizi per la casa intelligente, tra cui una gestione smart
dell’illuminazione e delle prese elettriche, termostati con
sensori ed elettrodomestici connessi.

Anche le telco avranno un ruolo importante nel fornire servizi per
la smart home; tuttavia secondo Green queste aziende sono state
finora lente a presentarsi sul mercato: "Non vediamo molte
telecom o fornitori di banda larga impegnati in questo settore al
momento. Nei prossimi cinque anni ci aspettiamo che le telco
entrino con maggior convinzione nell’offerta di servizi per la
smart home”.

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