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Smartphone sotto attacco: in quattro mesi malware a +800%

Get Safe Online mette in guardia gli utenti: le applicazioni maligne nascoste negli store virtuali sono in forte aumento. “Bisogna proteggere i terminali”

10 Nov 2011

Il malware che attacca gli smartphone è una minaccia sempre più
preoccupante: le proporzioni del fenomeno sarebbero enormi, stando
a una ricerca condotta in Gran Bretagna e resa nota questa
settimana nell’ambito dell’iniziativa Get Safe Online promossa
dal governo, il cui obiettivo, come dice il nome, è far conoscere
ai cittadini britannici i rischi di Internet e promuovere una
navigazione sicura.

Lo studio rivela che il 17% degli utenti di smartphone in Uk usa il
cellulare per transazioni in denaro e il 22% scarica nuove
applicazioni almeno una volta al mese; tuttavia sempre più codici
maligni affollano gli app store globali, l’800% in più oggi
rispetto a quattro mesi fa, mascherati spesso sotto la veste di
giochi online o addirittura di strumenti per la security.

Una volta scaricato, il malware permette ai criminali di
controllare il telefono della vittima, effettuando chiamate,
spedendo e intercettando sms e messaggi di voicemail, navigando
Internet e scaricando continuti online. I codici maligni ossono
anche consentire di accedere a tutti i dati personali e di
pagamento dell’utente conservati sul telefono e mandare spam
verso altri smartphone.

"Sempre più persone usano lo smartphone per trasmettere
informazioni personali e finanziarie su Internet, che sia per fare
shopping, online banking o usare i social network. I criminali lo
sanno, perciò occorre prestare molta attenzione”, ha dichiarato
Francis Maude, ministro britannico della for Cyber Security.

Rik Ferguson, direttore di GetSafeOnline.org e della security
research di Trend Micro, ha aggiunto: "Ora che gli utenti
installano e rimuovono applicazioni con sempre maggiore frequenza,
le chance di incappare in un’applicazione maligna sono quanto mai
elevate. Esistono soluzioni di sicurezza per smartphone, come
prodotti anti-virus o anti-malware, ma oggi non sono molto
adottati. Occorre che diventino la regola”.