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Soffre il biz domestico L’Ad Patuano: “Risalita dal secondo trimestre”

Nel primo quarter 2011 fatturato a 7 miliardi. Ricavi a +10,3%, ma il business nazionale perde il 7,6%. Crolla del 12% la telefonia mobile. Buone notizie per l’idebitamento finanziario che scende a 30,622 milioni. Il presidente Bernabè: “Proseguiamo sulla strada della riduzione del debito”

06 Mag 2011

Sono Brasile e Argentina a tenere su i conti di Telecom Italia.
Mentre resta una nota dolente il business domestico. In un anno
l'azienda ha lasciato sul terreno il 7,6% (i ricavi nazionali
del primo trimestre 2011 ammontano a 4,596 miliardi). Ed è andata
peggio sul fronte della telefonia mobile: il primo quarter 2011 si
è chiuso a -12% a quota 1,679 miliardi. Il tutto a fronte di una
crescita di Brasile e Argentina rispettivamente del 13,8 e del
27,2%.

“Nel primo trimestre i ricavi di Telecom dal mobile sono causa
di alcune discontinuità tra cui, in particolare, gli effetti del
repricing della navigazione dati a consumo e della promozione di
offerte bundle dati in linea con la delibera Agcom – ha
spiegato l’Ad Marco Patuano presentando i conti trimestrali –
Il riposizionamento di prezzo era inevitabile ma ci ha consentito
di fidelizzare la base clienti e di preparare il terreno per il
nuovo business 'broadband' mobile, bilanciando
penetrazione e redditività”.

Per stabilizzare il business mobile e ripartire nei prossimi
12-18 mesi Telecom dovrà “lavorare in modo coerente e
concentrarsi sulle vendite più che sul marketing – ha spiegato
il neo-Ad – La qualità è un must e dovremo puntare su
smartphone e tablet che ci consentiranno di aumentare i ricavi
del broadband mobile, come ci aspettiamo nella seconda parte
dell'anno”.

Nel primo trimestre l’operatore ha registrato ricavi per
7,073 milioni di euro in crescita del 10,3% rispetto allo stesso
periodo del 2010 mentre l’ebitda aumenta del 3,6, attestandosi a
2,929 milioni di euro. L’indebitamento finanziario netto
rettificato è di 30,622 milioni, in diminuzione di 846 milioni
rispetto al 31 dicembre 2010 (31,468 milioni) e rispetto al 31
marzo 2010 (2,640 milioni).

Il Cda ha inoltre condiviso “le decisione di migrare la
quotazione di Tim Partecipasoes al Novo Mercado, segmento delle
Borsa brasiliana con elevati standard di governance societaria”,
precisa una nota della società.
Scende invece del 2,7% l’ebitda margin mentre l’ebit sale del
6,5% attestandosi sui 1,499 milioni; cresce l’utile netto ante
minorities a 648 milioni di euro (+42 milioni rispetto allo stesso
trimestre 2010); l’utile netto è di 549 milioni (-52 milioni).
Il cash flow operativo è di 1076 milioni (+322).

“Grazie alla ridefinizione e alla maggiore focalizzazione della
struttura, il Gruppo è pronto ad affrontare le sfide per il
prossimo triennio, in continuità con il lavoro svolto fino ad ora.
I risultati del primo trimestre confermano la validità della
strategia di rafforzamento in America Latina e di riposizionamento
sul mercato domestico – ha commentato il presidente Bernabè –  I
principali indicatori operativi nel business domestico confermano
il recupero di competitività sul mobile, iniziato lo scorso anno,
e di valorizzazione dell’accesso fisso: negli ultimi 12 mesi i
clienti di Tim sono tornati a crescere mentre sul fisso abbiamo
confermato il trend di progressiva riduzione delle linee perse. Il
continuo lavoro sull’efficienza del Gruppo ci ha permesso di
incrementare la generazione di cassa e di realizzare un’ulteriore
riduzione dell’indebitamento netto di 2,6 miliardi di euro
rispetto al primo trimestre del 2010. È con soddisfazione che
condividiamo la decisione di Tim Participações di essere la prima
società di telecomunicazioni che accede al Novo Mercado. La
semplificazione della struttura del capitale ci permetterà di
massimizzare il valore dell’asset, confermando e rafforzando la
nostra presenza nel Paese.”

Le business unit Domestic che, complessivamente,
hanno registrato ricavi pari a 4.596 milioni di euro si riducono
del 7,6% (4.974 milioni di euro nel primo trimestre 2010) con una
flessione in termini organici del 7,4%. Secondo Patuano però già
nel secondo trimestre "i ricavi del business domestico
mostreranno dei miglioramenti".

Ecco nel dettaglio i risultati delle singole attività:
Consumer: la flessione dei ricavi è pari a 224
milioni di euro (-9,2%), relativi principalmente a ricavi da
servizi (-219 milioni di euro, -9,2%) e marginalmente a ricavi da
vendita prodotti (-5 milioni di euro, -10,4%). La riduzione dei
ricavi da servizi è quasi interamente riconducibile ai servizi
tradizionali voce, sia sul Fisso (ricavi fonia: -76 milioni di
euro, di cui -41 milioni di euro sul traffico e -27 milioni di euro
sui ricavi da accesso) sia sul Mobile (ricavi fonia: -126 milioni
di euro, di cui -91 milioni di euro su fonia uscente e -35 milioni
di euro su fonia entrante). Tali risultati risentono ancora della
profonda rivisitazione del portafoglio d’offerta avvenuta nel
corso del precedente esercizio per contrastare le dinamiche
competitive, arrestare la perdita di customer base ed avviare
quindi un trend di recupero e miglioramento sui ricavi, come
peraltro già osservato in questi primi mesi dell’esercizio.

Business: la riduzione dei ricavi è pari a 65
milioni di euro (-7,3%); la flessione della componente servizi,
pari a 61 milioni di euro (-7,1%) risulta meno accentuata di quella
del primo trimestre 2010 (-8,2%) e sostanzialmente in linea con il
dato del quarto trimestre 2010 (-6,9%). Le azioni commerciali
attuate per tale segmento sono orientate, da un lato al
contenimento dell’erosione della customer base del fisso,
dall’altro allo sviluppo della customer base del mobile. Nel
comparto Fisso, si registra una contrazione del settore Fonia pari
a circa 30.000 accessi, confermando sostanzialmente il dato del
quarto trimestre 2010, mentre il settore Broadband registra un
incremento di circa 19.000 accessi, in crescita rispetto al
trimestre precedente (+12.000 accessi). Nel comparto Mobile si
registra un incremento di circa 3.000 linee Human (+ 25.000 circa
nel quarto trimestre 2010).

Top: il totale ricavi presenta un decremento pari
a 48 milioni di euro (-5,8%), inferiore a quello registrato nello
stesso trimestre dello scorso anno (-64 milioni di euro, -7,2%). Il
confronto beneficia in particolare di un miglior andamento del
comparto Fisso sia per maggiori volumi di vendita sia per una
minore contrazione dei servizi, anche grazie al positivo andamento
dei ricavi ICT (+10,6%). In flessione, di contro, i ricavi del
comparto Mobile (-14,0%).

National Wholesale: l’incremento dei ricavi (+18
milioni di euro, +3,6%) è generato dalla crescita della customer
base degli OLO (Other Licensed Operators) sui servizi Unbundling
del Local Loop, Wholesale Line Rental e Bitstream.
Ricavi International Wholesale: nel corso del primo trimestre 2011
International Wholesale (Gruppo Telecom Italia Sparkle) ha
realizzato ricavi pari a 317 milioni di euro, in flessione di 81
milioni di euro (-20,4%) rispetto allo stesso periodo del 2010,
principalmente determinata dal business fonia (-73 milioni di
euro).

Ricavi Telecomunicazioni Fisse: Nel primo
trimestre del 2011 i ricavi sono pari a 3.331 milioni di euro e
presentano una riduzione
rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente di 167 milioni
di euro (-4,8%). A livello organico, la variazione dei ricavi è
negativa per 158 milioni di euro (-4,5%). A fine marzo 2011, la
consistenza degli accessi retail è di 15,1 milioni; si segnala il
miglioramento del trend di riduzione delle linee nel primo
trimestre 2011 (-206.000 linee) rispetto al quarto trimestre 2010
(-233.000 linee), grazie alle politiche commerciali di mantenimento
e recupero della clientela. Il portafoglio complessivo BroadBand è
pari a circa 9,1 milioni di accessi (+73.000 rispetto al 31
dicembre 2010), di cui circa 1,9 milioni wholesale (+54.000 unità,
rispetto alla fine del 2010).

Fonia Retail
: I ricavi, pari a 1.437 milioni di euro, sono
in diminuzione di 132 milioni di euro a causa della riduzione della
base clienti, della pressione sui prezzi del traffico voce e da un
effetto sostituzione Fisso-Mobile.

Internet: I ricavi Internet sono pari a 422
milioni di euro, in diminuzione di 28 milioni di euro (-6,2%)
rispetto al primo trimestre 2010, a causa principalmente di minori
ricavi da contenuti/portale, legati alla conclusione dei contratti
per i diritti calcistici. Da segnalare la ripresa della crescita
nel numero clienti BroadBand il cui portafoglio complessivo di
accessi retail sul mercato domestico ha raggiunto i 7,2 milioni,
dopo la contrazione dell’ultimo trimestre del 2010, benché il
contesto competitivo rimanga difficile. La clientela che aderisce
ad offerte Flat continua a crescere e ha raggiunto un’incidenza
pari all’87% (84% nello stesso periodo del 2010), anche grazie
alle offerte “Internet senza limiti” rivolta al segmento
consumer.

Business Data: i ricavi del comparto Business
Data, pari a 364 milioni di euro, si incrementano di 13 milioni di
euro (+3,7%) rispetto al primo trimestre 2010, nonostante
l’attuale congiuntura economica negativa e la contrazione dei
prezzi sui business tradizionali delle leased lines e trasmissione
dati. In particolare, nel comparto ICT l’incremento dei ricavi è
pari a 21 milioni di euro (+13,3%) grazie alla crescita sia delle
vendite di prodotti (+14 milioni di euro), sia dei servizi (+7
milioni di euro).

Wholesale: il portafoglio clienti gestito dalla
divisione Wholesale nazionale di Telecom Italia ha raggiunto a fine
marzo 2011 i 7,0 milioni di accessi per i servizi di fonia e circa
1,9 milioni per i servizi BroadBand. Complessivamente i ricavi da
servizi Wholesale nazionale sono pari a 789 milioni di euro con una
crescita di 40 milioni di euro (+5,3%) rispetto al primo trimestre
2010.
Ricavi Telecomunicazioni Mobili:  principali
indicatori operativi presentano un miglioramento strutturale e
confermano la strategia di
riposizionamento intrapresa sul business mobile: la base clienti è
in crescita rispetto a fine 2010 di 20.000 linee ed è pari a 31,0
milioni con valore di churn nel trimestre pari a 5,5%, in riduzione
rispetto al 6,4% del primo trimestre 2010. I ricavi del trimestre
sono pari a 1.679 milioni di euro, in flessione di 228 milioni di
euro (-12,0%) rispetto allo stesso periodo del 2010: i ricavi da
servizi hanno registrato una riduzione dell’11,7%, mentre i
ricavi da prodotti del 22,4%.

Servizi a valore aggiunto:  i ricavi sono pari a
475 milioni di euro e registrano una contrazione del 6,9% rispetto
al corrispondente
periodo del 2010.

Vendita terminali: i ricavi sono pari a 45 milioni
di euro e diminuiscono di 13 milioni di euro (-22,4%) rispetto allo
stesso periodo del 2010.

L’ebitda della Business Unit Domestic è pari a 2.236 milioni di
euro e registra una riduzione di 215 milioni di euro rispetto al
corrispondente periodo del 2010 (-8,8%). L’incidenza sui ricavi
è pari al 48,7%, in diminuzione di 0,6 punti percentuali rispetto
allo stesso periodo del 2010. La contrazione dei ricavi è in parte
compensata dal selettivo controllo della spesa commerciale e dal
rigoroso contenimento dei costi fissi;  l'ebitda organico è
pari a 2.273 milioni di euro (-187 milioni di euro, -7,6% rispetto
al primo trimestre 2010), con incidenza sui ricavi pari al 49,5%
invariata rispetto allo stesso periodo del 2010.

L’ebit della Business Unit Domestic è pari a 1.222 milioni di
euro e registra un decremento di 144 milioni di euro (-10,5%)
rispetto al primo trimestre 2010, con un’incidenza sui ricavi
pari al 26,6% (27,5% nel corrispondente periodo 2010).
L’andamento beneficia della riduzione degli ammortamenti per 66
milioni di euro, a seguito delle minori consistenze ammortizzabili
per la riduzione degli investimenti verificatasi negli ultimi
esercizi. La variazione organica è negativa per 117 milioni di
euro (-8,5% rispetto al primo trimestre 2010) con un‘incidenza
sui ricavi pari al 27,4% (27,7% nel primo trimestre 2010).

Gli investimenti industriali sono pari a 663 milioni di euro, con
una riduzione di 89 milioni di euro rispetto al primo trimestre
2010. L’incidenza degli investimenti industriali sui ricavi è
pari al 14,3% (15,1% nel primo trimestre 2010). Il personale è
pari a 56.469 unità.

In Sudamerica i ricavi del Gruppo Tim Brasil nel
primo trimestre 2011 sono pari a 3.752 milioni di reais, superiori
di 456 milioni di reais rispetto al primo trimestre 2010 (+13,8%).
Le linee complessive al 31 marzo 2011 sono pari a 52,8 milioni, in
aumento del 24,7% rispetto al 31 marzo 2010, corrispondenti ad un
market share sulle linee del 25,1%.
L’ebitda, pari a 1.031 milioni di reais, è superiore di 82
milioni di reais rispetto al primo trimestre 2010 (+8,6%); 
l'ebit è pari a 418 milioni di reais con un miglioramento di
256 milioni di reais rispetto al primo trimestre 2010. Tale
risultato è attribuibile alla maggior contribuzione dell’EBITDA
rispetto al primo trimestre 2010 e alla riduzione degli
ammortamenti per 172 milioni di reais (613 milioni di reais nel
primo trimestre 2011 rispetto a 785 milioni di reais nel primo
trimestre 2010).

Gli investimenti industriali ammontano a 297 milioni di reais con
una riduzione di 392 milioni di reais rispetto al primo trimestre
2010. A tale riduzione hanno contribuito sia la minor
capitalizzazione dei costi di acquisizione clienti (sussidio
terminali) ed il minore comodato terminali, sia i ritardi relativi
alla finalizzazione delle gare di fornitura apparati di Rete,
peraltro conclusesi a marzo 2011 con il conseguimento di
significativi risparmi i cui benefici si manifesteranno nel corso
dell’anno.
Il personale è pari a 9.991 unità.

In Argentina: i ricavi del primo trimestre 2011
sono pari a 4.134 milioni di pesos con un incremento di 883
millioni di pesos rispetto al primo trimestre 2010 (3.251 milioni
di pesos) grazie alla crescita della base clienti del Broadband e
del Mobile. La principale fonte di ricavi per la Business Unit
Argentina è rappresentata dalla telefonia mobile che concorre per
il 70% ai ricavi consolidati e che ha realizzato un incremento del
33% rispetto al primo trimestre 2010.
Le linee fisse in servizio (4,1 milioni al 31 marzo 2011)
registrano un lieve aumento rispetto al 31 dicembre 2010 (+0,1%)
grazie principalmente alle offerte congiunte con i servizi
Internet. Il portafoglio clienti broadband complessivo di Telecom
Argentina al 31 marzo 2011 ha raggiunto 1.407.000 accessi con un
incremento di 27.000 accessi rispetto a fine 2010 in crescita del
2,0%.

Riferendosi ai mercati sudamericani, Bernabè ha detto che il
gruppo vuole "prepararsi per potersi muovere appena ci sarà
la possibilità di farlo".  "Vediamo pochi mercati che
crescono al mondo – ha puntualizzato Bernabè – I dati mostrano che
l'Europa e in particolare il settore tlc sta soffrendo. Per
questo abbiamo deciso di concentrarci sulle attività in America
Latina perchè lì le potenzialità sono alte. In Brasile in
particolare c'è un ottimo management e il mercato ha grandi
spazi di crescita. Vogliamo prepararci per poterci muovere appena
ci sarà la possibilità di farlo". Anche da qui la decisione
di spostare la quotazione sul Novo Mercado che "darà una
spinta alla nostra attività" e, oltre a dare migliori
condizioni di liquidità, permetterà di "accompagnare lo
sviluppo economico e commerciale con un miglioramento della nostra
presenza sul mercato locale, dandoci il vantaggio di chi si muove
per primo".

Infine i dati di Olivetti. La società guidata da
Patrizia Grieco ha generato ricavi per 78 milioni di euro e
registrano un aumento di 5 milioni di euro rispetto allo stesso
periodo del 2010. L’ebitda è negativo per 14 milioni di euro, in
calo di 4 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2010.
L'ebit è negativo per 15 milioni di euro, in calo di 4 milioni
di euro rispetto al primo trimestre 2010. Gli investimenti
industriali ammontano a 2 milioni di euro, in aumento di 1 milione
di euro rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il
personale è pari 1.087 unità (997 unità in Italia e 90 unità
all’estero).

Per quanto riguarda l’andamento del Gruppo Telecom Italia per
l’esercizio in corso, gli obiettivi legati ai principali
indicatori economici, così come definiti dal Piano Industriale
2011-2013, prevedono, per l’intero anno 2011 ricavi ed ebitda
organici sostanzialmente stabili rispetto al 2010 (considerando la
Business Unit Argentina consolidata per 12 mesi); investimenti
industriali pari a circa 4,8 miliardi di euro; indebitamento
finanziario netto rettificato pari a circa 29,5 miliardi di euro a
fine 2011.

Secondo l'Asati, associazione dei piccoli azionisti di Telecom,
è necessario separare di nuovo Tim e portarla in Borsa.
"Sembra l'unico modo per creare valore per gli azionisti,
per valorizzare al meglio sia le relative risorse finanziarie sia
quelle umane impegnate nell'azienda – spiega una nota – l
settore mobile anche grazie all'alleanza e alle sinergie con
Telefonica potrebbe ridiventare ad essere quel player mondiale come
oggi è Vodafone nel mobile".

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