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Soffrono le network companies: crescono solo le cinesi

Le revenues hanno subito un calo dell’8%. Ericsson continua a mantenere la leadership. Al secondo posto Alcatel-Lucent su cui pesa però l’avanzata di Huawei. Nsn cala al quarto posto. Cisco segue ma a distanza. In crescita Zte grazie alle commesse in Asia

21 Mag 2010

Il mercato mondiale delle soluzioni per il network management ha
subito un duro colpo nel 2009. La crisi ha pesato sugli
investimenti da parte delle telco nelle nuove reti e di conseguenza
sulle revenues degli operatori. Secondo i dati appena resi noti
dalla società Analysys Mason, il giro d’affari 2009 è stato
pari a 3mila miliardi di euro, l’8% in meno rispetto ai 3,1 del
2008, il doppio di quanto messo in preventivo (la stima era del
-4%).

Ericsson continua a mantenere la pole position con una quota di
mercato del 22%, seguita da Alcatel-Lucent (18%), Huawei (che con
il 17% ha scalzato Nsn ed è a un passo da Alu), Nokia Siemens
Networks (14%) e, a distanza, da Cisco (7%). I cinque operatori, da
soli, detengono l’83% del mercato.

Numerose le ragioni del declino. Ad influenzare maggiormente i
risultati è stata la contrazione degli investimenti nelle
infrastrutture di rete da parte degli operatori di Tlc, sempre più
pressati dall’esigenza di ridurre i costi operativi: non solo è
calato il numero delle commesse ma anche quelle avviate hanno
subito un ritocco al ribasso sul valore economico. A pesare anche
lo spezzatino di Nortel, a seguito della bancarotta, che ha sortito
la cessione degli asset Cdma/Lte, Gsm e Methro Ethernet (anche se
gli effetti reali sul mercato si vedranno nel 2010, sostengono gli
analisti).

A livello regionale, le revenue si sono contratte maggiormente in
Nord America e Europa dell’Ovest mentre ha tenuto
l’Asia-Pacifico. Non a caso gli unici due operatori a registrare
risultati positivi sono Zte e Huawei le cui commesse sono cresciute
in particolare nel mercato cinese.

A trainare gli investimenti da parte delle telco è in particolare
il crescente traffico dati sulle reti mobili che spinge gli
operatori a rafforzare il backhaul e più in generale a dotarsi di
tecnologie in grado di garantire una più ampia quantità di
traffico dati. Si investe inoltre in nome della convergenza
fisso-mobile resa possibile attraverso i network Ip.

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