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Soru: “Disponibile al rilancio di Tiscali con un nuovo piano industriale”

Oggi l’incontro con i sindacati: ok ai contratti di solidarierà, al posto della cassa integrazione, per i 130 lavoratori in esubero a causa delle difficoltà economiche dell’Isp sardo. E sul futuro il fondatore apre uno spiraglio che passa attraverso l’integrazione fisso-mobile-Internet e la banda larga

20 Set 2011

Tiscali accetta la proposta dei sindacati di attivare i contratti
di solidarietà al posto della cassa integrazione e Renato Soru si
è detto "disponibile a definire un piano industriale per
rilanciare l'azienda: integrazione fisso mobile internet, larga
banda, portale, innovazione e ricerca".

Lo rendono noto i sindacati al termine di un incontro coi vertici
aggiornandosi a un nuovo appuntamento nei prossimi giorni per
definire l'applicazione della solidarietà nei vari settori.
"La maggiore solidarietà in linea di massima dovrebbe
interessare staff e IT oltre il 20%, rete 20%, customer care circa
il 7%", dice Giorgio Serao della segreteria nazionale Cisl,
mentre la cassa integrazione dovrebbe comunque interessare circa 15
quadri.

Venerdì scorso Tiscali ha incontrato i sindacati, preannunciando
130 esuberi con il ricorso alla cassa integrazione straordinaria
nella sede di Cagliari su circa 980 lavoratori. L'azienda ha
inoltre in programma la cessione della sede di Sa Illetta, allo
scopo di abbattere i costi. L'obiettivo dell'azienda è la
riduzione temporanea dei costi del lavoro per 7 milioni di
euro.

Il piano prevede oltre alla vendita entro l'anno della sede di
Sa Illetta per contribuire ad abbattere fino a 140 milioni di euro
l'indebitamento, ora vicino ai 200 milioni. Nel primo semestre
il fatturato di Tiscali è stato di 140,1 milioni di euro con una
perdita netta di 17,4 milioni, rispetto al rosso di 12,6 milioni
del primo semestre del 2010.

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