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Soru: “Torneremo in utile dal prossimo anno”

Il Piano industriale 2009-2013 prevede di consolidare il posizionamento del Gruppo sul mercato italiano mediante le offerte dual play (Adsl e voce). Profitti già nel 2010. E non si escludono possibili future “aggregazioni”

12 Ott 2009

Atteso come necessaria  conseguenza della rentrèe di Renato Soru
nella società, Tiscali ha annunciato oggi il Piano industriale 
2009 – 2013.
Nello specifico i principali dati previsionali sono così
sintetizzati: i ricavi previsti circa 300 milioni di euro nel 2009,
con una successiva previsione di crescita del 4% circa, su base
annua, fino a raggiungere circa 370 milioni nel 2013. Il reddito
operativo lordo rettificato (Ebitda rettificato) previsto pari a
circa 70 milioni di euro nel 2009 (con un'incidenza sui ricavi
del 23% circa), con una crescita per gli anni successivi stimata
pari al 6% su base annua, fino a raggiungere circa 90 milioni nel
2013 (con un'incidenza prevista sui ricavi del 25%).
Per quanto riguarda i clienti la società ne prevede circa 600mila
broadband e voce nel 2009, con la previsione di arrivare nel 2013 a
sfiorare quota un milione, comprensivi di 200 mila clienti
Mvno.
Per il free cash flow operativo (prima degli oneri finanziari e
delle imposte) si prevede un assorbimento di cassa pari a circa 11
milioni di euro nel 2009 e una generazione di cassa prevista pari a
circa 40 milioni nel 2013.
Il risultato economico netto previsto per il 2013 è pari a circa
16 milioni di euro e posizione finanziaria netta stimata al 2013
pari a circa 180 milioni, con un multiplo di circa due volte
l'Ebitda rettificato.

Le linee guida del Piano Industriale prevedono di consolidare il
posizionamento del Gruppo sul mercato italiano. Il posizionamento
sarà mantenuto principalmente sulle offerte dual play (voce e
dati) attraverso un portafoglio prodotti caratterizzato da una
maggiore semplicità nella gamma offerta e nei prezzi e da una
progressiva integrazione con i servizi mobili (attraverso accordi
per l'offerta di servizi Mvno). Inoltre l’operatore punterà
a posizionarsi  sul mercato delle piccole e medie aziende,
offrendo una gamma completa di servizi integrati IP a prezzi
competitivi.
Previsto inoltre un aumento di capitale in opzione agli azionisti
di azioni ordinarie con abbinati gratuitamente Warrant. Il
prospetto informativo e di quotazione relativo all'offerta in
opzione (la cosiddetta Offerta) e all'ammissione a quotazione
sul Mercato Telematico Azionario di 1.799.830.945 azioni ordinarie
Tiscali con abbinati 1.799.830.945 "Warrant Tiscali S.p.A.
2009-2014"  (il cosiddetto Prospetto) è stato già
pubblicato il  9 ottobre 2009.

Nello specifico l'Offerta, promossa esclusivamente sul mercato
italiano, ha come oggetto azioni ordinarie Tiscali, prive di valore
nominale (le Azioni) con caratteristiche identiche a quelle già in
circolazione alla data della loro emissione e con godimento
regolare. Azioni che provengono da un aumento di capitale sociale
scindibile a pagamento deliberato dall'assemblea straordinaria
di Tiscali in data 30 giugno 2009 ed eseguito dal Cda in data 21
settembre 2009 per massimi Euro 180 milioni (l'"Aumento di
Capitale").

Le Azioni sono offerte in opzione agli azionisti in proporzione
alla partecipazione da ciascuno di essi posseduta ai sensi
dell'art. 2441, comma primo, cod. civ. nel rapporto di 643
Azioni ogni 22 azioni ordinarie possedute, al prezzo di Euro 0,10
per Azione.

Nella nota che accompagna il prospetto del Piano la società fa
cenno anche alle indiscrizioni stampa su una presunta riduzione
del numero di clienti di Tiscali UK rispetto a quanto stimato al
momento della cessione al gruppo Carphone. Tiscali precisa che
"è appena iniziata la procedura di verifica dei diversi
parametri operativi e finanziari prevista dal contratto di
cessione ai fini di un'eventuale aggiustamento del
prezzo" e che tali aggiustamenti non dovrebbero essere
significativi.

Presentando il nuovo piano Renato Soru ha annunciato cheTiscali
raggiungerà l'utile già nel 2010. Durante la conferenza
stampa di presentazione il manager fondatore della società ha
precisato che "l'attività italiana si porta dietro una
serie di complicazioni e di attività di una holding che gestiva
attività estere che ora non ci sono più.  Ma nel 2010 quando
si porterà a termine il consolidamento, Tiscali sarà certamente
profittevole". Ma l'affermazione più importante
l'ha fatta su una possibile futura vendita della società.
"Può essere che a medio-lungo termine Tiscali venga
coinvolta in aggregazioni", ha rivelato.


La Borsa ha accolto l'annuncio del varo del Piano industriale
con forti ordini in acquisto sul titolo che non riesce ad aprire
per eccesso di rialzo.