Le telco europee sono chiamate a essere infrastrutture critiche, ma continuano a muoversi in un mercato che le remunera come commodity. Dentro questa contraddizione si gioca una parte decisiva della sovranità digitale: controllo del dato, reversibilità delle scelte tecnologiche, autonomia rispetto ai grandi player globali. È il filo del ragionamento di Davide Di Labio, partner di KPMG, sulle priorità che contano davvero nei prossimi mesi.
l’intervista
Di Labio: “La geografia del dato non basta: la sovranità comincia dove torna la scelta e si allarga l’autonomia”
Per il partner di KPMG la sfida non si esaurisce nella localizzazione: la misura reale della dipendenza sta in “chi controlla l’accesso, i dati, la continuità del servizio”, nella possibilità di mantenere “la reversibilità” e nella capacità di evitare che il ricorso ai grandi provider si trasformi in “non poterne fare a meno a qualsiasi condizione”
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