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Spazio, Tajani: “L’Europa deve avere una sua indipendenza tecnologica”

Presentata oggi una nuova Comunicazione della Commissione Ue per sostenere lo sviluppo del comparto e rafforzare le infrastrutture continentali. “Lo Spazio è una risorsa strategica per la competitività e in ballo ci sono nuovi posti di lavoro”

04 Apr 2011

Migliorare la sicurezza e la vita quotidiana dei cittadini europei
grazie alla radionavigazione, guidare i trattori via satellite per
ottimizzare le rese agricole, rendere più efficiente la risposta
in caso di crisi umanitaria non è fantascienza, sono solo alcuni
esempi delle innovazioni connesse alle tecnologie spaziali diffuse
ai nostri giorni. Questo ruolo cruciale dello spazio viene
illustrato dalla comunicazione della Commissione europea presentata
oggi come prima tappa di una politica spaziale integrata che sarà
ampliata con la nuova base giuridica prevista dal trattato di
Lisbona. La nuova comunicazione è volta a rafforzare le
infrastrutture spaziali europee e chiede un maggior sostegno per la
ricerca inteso ad eliminare la dipendenza tecnologica europea,
favorire la fertilizzazione incrociata tra il settore spaziale e
gli altri settori industriali e promuovere l'innovazione come
motore della competitività europea.

Il Vicepresidente della Commissione Antonio Tajani, responsabile
per l'Industria e l'Imprenditoria, ha dichiarato: “Lo
spazio è una risorsa strategica ai fini dell'indipendenza
dell'Europa, della creazione di posti di lavoro e della
competitività. Le attività spaziali creano posti di lavoro
altamente qualificati, innovazione, nuove occasioni commerciali ed
accrescono il benessere e la sicurezza dei cittadini. Per questo
dobbiamo potenziare la politica spaziale europea, per utilizzare al
meglio le opportunità sociali ed economiche che offre
all'industria, in particolare alle PMI. Al fine di conseguire i
nostri obiettivi, è necessario che l'Europa mantenga un
accesso indipendente allo spazio”.

In un contesto di sfide economiche, sociali e strategiche
rilevanti, la comunicazione odierna definisce le priorità per la
futura politica spaziale dell'UE. Portare a compimento i
programmi europei di navigazione satellitare Galileo ed EGNOS. Un
servizio recentemente introdotto nell'ambito di EGNOS, ad
esempio, consente avvicinamenti di precisione e rende più sicura
la navigazione aerea. Applicare insieme agli Stati membri il
Programma europeo di osservazione della terra (GMES), che è stato
progettato per il monitoraggio del suolo, dell'oceano,
dell'atmosfera, della qualità dell'aria e dei cambiamenti
climatici, nonché per interventi di emergenza e di sicurezza, con
l'obiettivo di diventare pienamente operativo nel 2014.
Proteggere le infrastrutture spaziali contro i detriti spaziali, le
radiazioni solari e gli asteroidi istituendo un sistema europeo di
sorveglianza dell'ambiente spaziale SSA (European Space
Situation Awareness). Individuare e sostenere a livello UE
iniziative in materia di esplorazione spaziale. L'Unione
potrebbe in particolare valutare le possibilità di lavorare con
l'ISS (Istituto europeo per gli studi sulla sicurezza) facendo
in modo che tutti gli Stati membri partecipino. Perseguire una
politica industriale spaziale elaborata in stretta collaborazione
con l'Agenzia spaziale europea e con gli Stati membri.
Sostenere la ricerca e lo sviluppo al fine di assicurare
l'indipendenza tecnologica europea e garantire che
l'innovazione in quest'ambito andrà a vantaggio dei
settori non spaziali e dei cittadini. I satelliti di
telecomunicazione svolgono un ruolo fondamentale in questo
contesto. Rafforzare i partenariati con gli Stati membri
dell'Unione europea e l'Agenzia spaziale europea (ESA) e
mettere in atto programmi di gestione più efficienti.

La Commissione proseguirà il dialogo con i partner chiave, gli
Stati Uniti e la Russia, e avvierà un dialogo con altre nazioni
che dispongono di capacità spaziali, come la Cina, al fine di
suscitare maggiori sinergie. Lo spazio deve diventare parte
integrante della politica estera dell'UE e potrebbe
beneficiarne in particolare l'Africa.

Infine, la Commissione sta esaminando la possibilità di
presentare, nel 2011, una proposta per un programma spaziale
europeo. In base alle reazioni alla presente comunicazione, la
Commissione definirà la propria impostazione in materia, da
integrare nella sua proposta di giugno relativa al prossimo quadro
finanziario pluriennale.

Il settore manifatturiero spaziale in Europa rappresenta un
fatturato consolidato di 5,4 miliardi di euro e dispone di una
manodopera altamente qualificata di oltre 31 mila addetti. Gli 11
principali operatori satellitari in Europa gestiscono 153 satelliti
di comunicazione, rappresentano 6 mila impiegati e registrano un
fatturato di 6 miliardi di euro l'anno, con un indotto a valle
che conta 30 mila addetti. Secondo le stime, già il 6-7% del PIL
dei paesi occidentali, ossia 800 miliardi di euro nell'Unione
Europea, dipende dalla radionavigazione satellitare.

I mercati dei servizi spaziali sono in rapida ascesa. Si prevede,
ad esempio, che il fatturato annuale dei mercati delle applicazioni
GNSS su scala mondiale raggiunga circa 240 miliardi di euro entro
il 2020. Inoltre, considerati i vantaggi di Galileo ed EGNOS
rispetto agli altri sistemi concorrenti, i benefici economici e
sociali dei due programmi previsti per i prossimi 20 anni
dovrebbero aggirarsi sui 60-90 miliardi di euro.

Secondo l'OCSE il mercato mondiale per i dati commerciali di
Osservazione della terra, che rappresentava 735 milioni di euro nel
2007, ha il potenziale per aumentare a circa 3 miliardi nel 2017.
Il sistema SSA (Space Situational Awareness: sorveglianza
dell'ambiente spaziale), dovrebbe contribuire a ridurre la
perdita stimata per gli averi europei a causa di collisioni con
detriti o di intemperie spaziali, perdita che, stando alle
informazioni disponibili, ammonterebbe in media a circa 332 milioni
l'anno.

Tali costi quasi sicuramente non rappresentano che una piccola
parte delle possibili conseguenze non quantificate e dei costi che
potrebbero derivare dall'assenza di un sistema di sorveglianza
spaziale. La perdita di un satellite, ad esempio, potrebbe
comportare interruzioni di capacità di comunicazione satellitari
critiche in una situazione di emergenza, con conseguenti perdite di
vite umane. La distruzione o l'avaria completa di un satellite
possono comportare gravi perturbazioni dell'attività economica
(la banche si basano sempre di più sulle comunicazioni via
satellite) e potrebbero incidere sulle attività professionali dei
clienti in seguito all'interruzione di un servizio. Al momento
non disponiamo di dati affidabili per poter quantificare il valore
di tali perdite. Analogamente non siamo in grado di cifrare le
conseguenze dell'eventuale impatto di oggetti che gravitano
vicino alla terra (Near Earth Objects).