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St-Ericsson taglia ancora: 500 posti a rischio

Si allontana l’obiettivo del break-even. La joint venture vara un nuovo programma di risparmio sui costi

23 Giu 2011

Nuovi tagli in vista per St-Ericsson, la joint venture tra
StMicroelectronics ed Ericsson, che ha fatto sapere oggi che a
causa dei “recenti cambiamenti nel contesto economico” e della
“riduzione della domanda di prodotti legacy presso alcuni
clienti”, varerà un piano di riduzione dei costi per raggiungere
circa 120 milioni di risparmi l’anno entro la fine del 2012.

"Sono misure necessarie per rafforzare la posizione
finanziaria della società ma che non comprometteranno lo sviluppo
di nuovi prodotti e la loro consegna ai nostri clienti", ha
dichiarato Gilles Delfassy, presidente e Ceo di St-Ericsson.
"Continuiamo a guadagnare posizioni grazie alla nostra nuova
gamma di prodotti e rimaniamo fortemente impegnati a conquistare la
leadership sui mercati smartphone e tablet".

Ma anche se l'azienda continua ad essere concentrata sul
miglioramento dei risultati finanziari, la strada verso la
redditività sembra più lunga del previsto, perché
l'obiettivo del break-even, stando ai dati di mercato attuali,
non potrà essere raggiunto nel secondo semestre del 2012, come
inizialmente preventivato.

Il piano di risparmi potrebbe includere dei licenziamenti: fino a
500 dipendenti in tutto il mondo sono a rischio, anche se per ora
non sono stati forniti dettagli sui Paesi in cui avverranno le
riduzioni di staff. I costi di ristrutturazione sono stimati
intorno ai 55 milioni di dollari.

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