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Tablet, flop 3G: gli utenti dicono no a costi extra

Secondo gli analisti i consumatori non sono disposti ad attivare nuovi abbonamenti. Gli acquisti si stanno concentrando sulle tavolette dotate di wi-fi mentre aumentano le scorte di magazzino dei device abilitati esclusivamente alla navigazione via rete mobile

12 Lug 2011

I tablet con connessione 3G negli Stati Uniti non vendono. E questo
accade perché i consumatori non sono disposti a pagare un altro
piano dati mobile oltre a quello dello smartphone. Ad affermarlo è
la società di ricerche Idg sul magazine online ComputerWorld:
l’analista Bob O'Donnell pensa che il tanto pubblicizzato
boom dei tablet riguardi prevalentemente i tablet con connessione
wi-fi, mentre quelli abilitati al 3G spesso restano invenduti ad
appesantire le scorte di magazzino dei negozi.

O'Donnell basa le proprie informazioni su una serie di
interviste condotte tra diversi produttori di tablet, da Samsung a
Motorola.
“La connettività 3G sui tablet è un flop", dichiara
l'analista. "Nessuno vuole pagare per quei dati". Ci
sono “centinaia di migliaia” di tablet 3G-ready che si
accumulano nei magazzini americani perché i clienti preferiscono i
tablet che si collegano su rete wi-fi.

"I tablet sono un device molto diverso dagli smartphone, sono
molto più simili a un computer e richiedono di fermarsi e sedersi
da qualche parte, usando la rete wi-fi per lavorare”, spiega
O'Donnell.

Poiché i tablet 3G non vendono molto bene sul mercato, i carrier
americani dovranno modificare i loro piani tariffari per i dati,
continua l'analista, combinando i piani dati in modo che
coprano più device anziché offrire, come fanno oggi, un piano
dati separato per ogni device. Secondo O'Donnell gli operatori
Usa introdurranno questa formula già in autunno.

“I carrier non si sognerebbero mai di far pagare l’utente della
banda larga a casa o in ufficio per ogni singola linea che possiede
cui è attaccato un computer, la bolletta arriverebbe alle
stelle”, nota O'Donnell. Così dovrebbe essere per i device
mobili: una famiglia americana di quattro persone, considerando un
costo medio di 30 dollari per 2GB per smartphone, supera facilmente
i 100 mensili di spesa mensile per scambiare dati ed evita di
sovraccaricare la bolletta con il tablet.

"Le persone vogliono l’equivalente di un router mobile, con
un solo piano dati da usare su diversi device”, sostiene
O'Donnell. "Deve avere un prezzo ragionevole. Per il
resto, al carrier deve essere indifferente su quale device consumo
i miei bit”.

I commenti di O'Donnell sono in linea con quanto scoperto lo
scorso mese da uno studio di Abi research, secondo cui solo un
quarto degli Apple iPad distribuiti nel primo trimestre 2011
supportano le reti 3G. La cifra è nettamente al di sotto dei
tablet 3G distribuiti dalla Mela nei trimestri precedenti e anche
inferiore alla media dell’industria (circa il 35%). L’analista
di Abi Jeff Orr notava allora che il tasso di attivazione dei
tablet 3G era sorprendentemente basso e che per i consumatori il
wi-fi tendeva a essere “più che sufficiente”.

Solo qualche giorno fa, Idc ha sottolineato un altro aspetto: i
produttori come Samsung e Motorola, che vendono sia telefonini che
tablet, hanno preferito distribuire i loro tablet tramite i carrier
ma finora con un "tiepido” successo. Le vendite di questi
tablet sono state “fortemente frenate dalla scarsa disponibilità
di molti consumatori ad abbonarsi ai piani dati 3G/4G cui
solitamente i carrier obbligano insieme all’acquisto del
device”, afferma Idc. Perciò per il 2011 la società di ricerche
ritiene che i vendor di tablet “che continueranno a concentrarsi
sul canale telco per la distribuzione andranno incontro a notevoli
difficoltà”.

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