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Telco francesi, una tassa per finanziare la ricerca

Un emendamento alla Finanziaria 2011 prevede un balzello per gli operatori proprietari di antenne. Sul piatto 10 milioni da destinare allo studio degli effetti delle onde elettromagnetiche sulla salute

15 Ott 2010

Si chiama “taxe Jouanno” ed è il nuovo balzello con cui la
Francia intende tassare gli operatori telefonici per sostenere
finanziariamente la ricerca sulle onde elettromagnetiche e i danni
alla salute che queste possono provocare. Rivolta in particolar
modo agli operatori che dispongono di antenne sul territorio
francese, l’imposta sarebbe “pari al 10% dell’ammontare della
tassa forfettaria sulle reti aziendali (Ifer) – scrive oggi La
Tribune -. Con il provvedimento lo Stato dovrebbe incassare circa
10 milioni di euro all’anno”.

L’importo raccolto sarebbe devoluto all’Anses (Agenzia
nazionale delle sicurezza sanitaria) e all’Asp (Agenzia dei
servizi e di pagamento) per studiare, appunto, gli eventuali danni
sulla salute delle persone.

Proposta come emendamento al progetto di legge Finanziaria 2011 la
nuova tassa non piace affatto agli operatori mobili che puntano il
dito contro l’ammontare  a loro dire eccessivo del balzello:
“È fino a 10 volte superiore all’ammontare attuale del
contributo degli operatori alla ricerca a favore della Frs
(Fondazione Salute e Radiofrequenza) a cui devolviamo circa 500mila
euro l’anno”. Inoltre criticano il principio secondo il quale
il contributo viene basato solo sul numero di antenne di cui
dispongono le aziende. Antenne che, nel tempo, sono destinate ad
aumentare con un conseguente aumento della tassa.