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Telco, prestito da 1,3 miliardi. E arriva anche il bond

Telco si rifinanzia, con la sottoscrizione di un prestito triennale
da 1,3 miliardi e l’emissione di un bond per altri 1,3 miliardi,
che verrà sottoscritto dai soci. La cassaforte che controlla il
22,5% di Telecom Italia ha raggiunto un accordo per un
finanziamento con Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Societé Generale e
Unicredit. Il prestito è garantito da azioni Telecom date in pegno
alle banche creditrici.

In attesa dell’emissione del bond, che verrà sottoscritto pro
quota dai soci entro il 25 marzo 2010, il fabbisogno della holding
è stato coperto per 900 milioni circa attraverso un finanziamento
ponte dei soci Telefonica, Intesa e Mediobanca (le ultime due hanno
fornito un prestito ponte anche per i residui 400 milioni). Il 22
dicembre Telco aveva comunicato l’impegno degli azionisti a
sottoscrivere un’obbligazione fino a 2,6 miliardi e quello della
società nel negoziare un prestito fino a 1,4 miliardi per ridurre
l’onere a carico dei soci.

Secondo Il Giornale gli istituti di credito hanno concesso un vero
“paracadute” per i soci della “scatola di controllo”: il
diritto di acquisire le azioni della società di telecomunicazioni
“che dovessero entrare nella loro disponibilità a seguito
dell’eventuale escussione del pegno”. L’esercizio di
quest’ultimo diritto è stato disciplinato in un accordo separato
a integrazione dei patti parasociali. “In sostanza”, scrive Il
Giornale, “un modo per evitare che, in caso di problemi con il
prestito, le azioni finiscano sul mercato o in mani non gradite”.