Qualche giorno fa SpaceX ha annunciato l’accordo raggiunto con Grain Management per l’acquisto del portafoglio di spettro statunitense a 800 MHz. L’obiettivo del deal è quello di devolvere la banda acquisita ai servizi Starlink Mobile. Alcuni osservatori definiscono questa mossa “l’ultimo tassello fondamentale” necessario per competere con gli operatori di telefonia mobile nazionali. Ma decisamente non la pensa così John Saw, president of Technology and Chief Technology Officer di T-Mobile. Negli ultimi cinque anni, la telco ha lavorato per rendere la propria rete mobile 5G la numero uno negli Stati Uniti. In precedenza, lo stesso Saw aveva trascorso gran parte della sua carriera ricoprendo ruoli di vertice nell’ambito tecnologico presso Sprint e, prima ancora, Clearwire, impegnandosi a costruire una rete mobile capace di resistere alla prova del tempo. Nessuna di quelle realtà è sopravvissuta, ma dopo l’acquisizione di Sprint da parte di T-Mobile nel 2020, l’azienda ha finalmente ottenuto la forza e lo spettro necessari per superare la concorrenza. E nel 2025, T-Mobile ha finalmente potuto fregiarsi del titolo di “miglior rete mobile” degli Stati Uniti, ottenendo il sigillo di approvazione di Ookla.
Non sorprende quindi che Saw abbia sentito il bisogno di reagire alla notizia della mossa di SpaceX: “Se questo è davvero l’inizio di un nuovo operatore wireless in America, accogliamo con favore la concorrenza. È un bene per l’innovazione, per il settore e, soprattutto, per i clienti”, ha dichiarato Saw in un post pubblicato su LinkedIn nei giorni scorsi.
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I limiti tecnologici e fisici della connettività satellitare
Ci sono però alcuni elementi che Saw ha voluto evidenziare per spiegare che la strada che SpaceX deve percorrere per raggiungere gli operatori Tlc tradizionali è ancora lunga. “Nutro un profondo rispetto per i risultati ottenuti da SpaceX nello spazio. Tuttavia, avendo trascorso decenni a costruire reti wireless qui sulla Terra, posso affermare che esiste una grande differenza tra il possesso di spettro e l’offerta di un’esperienza mobile eccellente a milioni di clienti”, ha puntualizzato Saw, secondo cui “lo spettro è solo il punto di partenza. L’operazione con Grain riguarda circa 14 MHz di spettro che T-Mobile aveva precedentemente dismesso, poiché non più centrale per la nostra strategia di rete. Anche con questa acquisizione, Starlink Mobile disporrebbe di circa 80 MHz di spettro, in parte utilizzabili solo per l’uplink. Si pensi, a confronto, che T-Mobile detiene quasi 400 MHz di spettro nelle bande media e bassa. Anni fa utilizzavamo lo spettro a 800 MHz come singolo canale da 5 MHz in uplink e 5 MHz in downlink per la tecnologia Lte. Oggi gestiamo una rete 5G Standalone a copertura nazionale, abbiamo lanciato il 5G-Advanced su tutto il territorio e stiamo già contribuendo a definire il percorso verso il 6G, il tutto utilizzando canali molto più ampi. Il settore si è evoluto e, di conseguenza, anche le aspettative dei clienti”.
C’è poi il tema infrastrutturale, con i suoi limiti fisici. “Un satellite che orbita a centinaia di chilometri dalla Terra deve affrontare una perdita di segnale superiore di circa 50 dB rispetto a una stazione radio base terrestre distante appena un chilometro. Passare dai 2 GHz agli 800 MHz permette di recuperare solo pochi decibel di questo enorme svantaggio. Lo spettro a frequenze più basse può contribuire a migliorare la connettività satellitare, ma non modifica i principi fisici fondamentali”, precisa Saw.
I temi della copertura indoor e della capacità
Secondo il cto di T-Mobile, inoltre, la vera prova del nove è la performance sotto il profilo della copertura indoor. “Oltre il 70% del traffico mobile si genera in ambienti chiusi”, rimarca il manager. “È proprio in questo ambito che le reti terrestri godono di un vantaggio fondamentale. Edifici, muri e altri ostacoli rendono molto più difficile per i segnali provenienti dallo spazio raggiungere i clienti in modo affidabile”.
Del resto, la capacità conta tanto quanto la copertura. “Un singolo fascio satellitare può coprire un’area servita da centinaia di settori cellulari terrestri. Tali settori terrestri forniscono la densità di rete necessaria a supportare milioni di clienti che, simultaneamente, guardano video in streaming, effettuano chiamate, lavorano, giocano e utilizzano dati. Coprire un’area geografica è una cosa; offrire la velocità, la reattività e la capacità che i clienti si aspettano da una moderna rete 5G-Advanced è un’altra”.
Ultimo, ma non importanza, il tema dell’esperienza utente. “Dal 2018, il settore della telefonia mobile statunitense ha investito oltre 250 miliardi di dollari in infrastrutture di rete. A questa cifra si aggiungono gli oltre 200 miliardi spesi nell’ultimo decennio per le aste dello spettro radio, oltre agli investimenti in punti vendita, assistenza clienti e reti distributive che supportano gli utenti ogni giorno. E questo investimento rappresenta solo una parte di ciò che serve per offrire un’esperienza mobile di alta qualità. Sono necessari anni di ingegneria, acquisizione di siti, ottimizzazione della rete, innovazione tecnologica e un’esecuzione costante e rigorosa. Servono inoltre punti vendita, assistenza clienti, reti distributive e relazioni solide su cui gli utenti fanno affidamento quotidianamente. È possibile acquisire spettro radio con una singola transazione, ma non si può ottenere una rete mobile nazionale ad alte prestazioni dall’oggi al domani”.
L’accordo di SpaceX con Grain
L’acquisizione delle spettro da Grain Management è solo l’ultima mossa che SpaceX ha compiuto nell’ambito della sua strategia di espansione nel mercato della telefonia mobile. L’accordo riguarda fino a 14 MHz di spettro accoppiato a 800 MHz ed è soggetto all’approvazione della Federal Communications Commission (Fcc).
L’operazione (per un valore stimato di 8 miliardi di dollari) rappresenta un tassello fondamentale nell’ottica di combinare le risorse orbitali con quelle terrestri per sviluppare una rete capace di offrire servizi di telefonia e trasmissione dati su scala nazionale.
Le caratteristiche della banda acquistata sono particolarmente rilevanti per il progetto. Le frequenze più basse garantiscono infatti condizioni di propagazione favorevoli e una maggiore capacità di penetrazione attraverso gli ostacoli rispetto alle bande più elevate. SpaceX intende combinarle con lo spettro a 2 GHz già disponibile per Starlink Mobile, utilizzando le diverse risorse per ampliare la copertura e sostenere la capacità trasmissiva.
Il piano prevede inoltre la realizzazione di un’architettura ibrida che integra i satelliti con piccole stazioni radio terrestri, le cosiddette femtocelle. Queste ultime potrebbero contribuire a migliorare la disponibilità dei servizi negli ambienti nei quali il collegamento diretto con la costellazione presenta maggiori difficoltà, soprattutto all’interno degli edifici.
La disponibilità di frequenze cellulari rafforza dunque le possibilità di SpaceX di sviluppare un’offerta autonoma nel mercato mobile americano. Per realizzarla saranno comunque necessari ulteriori investimenti infrastrutturali, oltre all’integrazione tecnologica tra le componenti spaziali e terrestri.
A sostegno del progetto contribuirà anche l’ampliamento della costellazione. Il 6 ottobre SpaceX ha comunicato di aver ottenuto dalla Fcc l’autorizzazione al lancio di 15mila satelliti di nuova generazione destinati ai servizi D2D, con l’obiettivo di incrementare sensibilmente la capacità disponibile.







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