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Telecom, accordo con i sindacati: riqualificazione per 1200 lavoratori

Contratti di solidarietà per oltre 29mila dipendenti e 3.900 le mobilità volontarie previste dall’intesa siglata la scorsa notte. Genovesi (Slc-Cgil): “Riconversione professionale leva decisiva per evitare ulteriori esuberi”

21 Ott 2010

Contratti di solidarietà per oltre 29mila dipendenti di Telecom
Italia. Dopo una lunga nottata e al termine di circa 24 ore di
trattativa, i sindacati e l’azienda hanno raggiunto un accordo
sui percorsi di riconversione e, in particolare, definito due anni
di contratti di solidarietà.

Con l’intesa raggiunta trova effettiva realizzazione
l'accordo già firmato in agosto che prevedeva 3.900 uscite in
mobilità volontaria (3.700 nuove e 200 rimanenti dall’ accordo
del 2008) e, appunto, percorsi di solidarietà.

''L'azienda si impegna a non modificare il suo
perimetro e a riportare all'interno alcune attività fino ad
oggi in outsourcing nei settori customer service, informatica e
tecnici di rete – spiega Salvo Ugliarolo, segretario nazionale
Uilcom-Uil – mentre finiscono in solidarietà con una riduzione
dell'orario di lavoro 29.206 persone''.

''Una parte di questi lavoratori, circa 1.200 persone –
prosegue il sindacalista – verranno coinvolti in progetti di
riconversione con una riqualificazione mirata. L'accordo ha
durata 2 anni, comincia l'8 novembre e finirà il 30 dicembre
2012''.

Parallelamente si apre il percorso che porta alla mobilità
volontaria 3.900 persone, principalmente saranno tecnici che
verranno poi rimpiazzati da addetti riconvertiti.

Nel dettaglio l'accordo prevede di applicare la mobilità
volontaria esclusivamente sui settori di Open Access (la Rete) e di
“spalmare” la solidarietà prevista dall’accordo su circa 30
mila lavoratori cui orario di lavoro sarà ridotto da un minimo del
3% ad un massimo del 15% l’anno, con impatti minimi sui singoli
lavoratori.

“L’accordo conferma un processo di reinternalizzazioni di
attività e di riconversione professionali che nei due anni di
vigenza dell’accordo dovrebbero garantire il riassorbimento dei
1100 esuberi e la riconversione dei lavoratori verso nuove
attività – spiega Alessandro Genovesi, segretario nazionale
Slc-Cgil -. Un vasto piano di formazione e riconversione che
riguarderà migliaia di lavoratori sarà la leva decisiva, anche
per prevenire al massimo ulteriori esuberi nel 2013 (l’accordo
quadra impegna l’azienda a non intervenire sui livelli
occupazionali e sui perimetri aziendali fino a dicembre
2012)”.

“L’accordo – continua Genovesi – prevede un sistema
relazionale molto sviluppato con commissioni nazionali, tavoli
territoriali, monitoraggi costanti sulle uscite volontarie, sui
diversi programmi di reinternalizzazione, sui vari percorsi
formativi. Inoltre, al fine di incentivare e “premiare” i
lavoratori che aderiranno volontariamente alla riconversione e
all’aggiornamento, l’accordo prevede che le giornate di
solidarietà utilizzate per la formazione saranno integrate
salarialmente al 100% con il riconoscimento del ticket restaurant e
delle quote di Premio di Risultato. Occorre infatti che la
mobilità professionale, la capacità di aggiornarsi e cambiare
mestiere sia un valore da premiare in un’azienda che fa
dell’innovazione e della trasformazione costante un proprio
“must”.

“Ovviamente il Sindacato – conclude Genovesi – dovrà
continuare a monitorare e a confrontarsi in modo continuativo e
permanente con l’azienda, per la gestione di un’intesa comunque
complessa e difficile che rappresenta una sfida relazionale per
tutti. Siamo all’inizio di un percorso dove il Sindacato dovrà
al meglio fare il proprio mestiere. Nei prossimi giorni si terranno
infine assemblee informative in tutti i diversi siti aziendali,
affinchè i lavoratori possano sentirsi protagonisti di un’intesa
che gi auguriamo possa segnare anche un modello diverso rispetto a
chi va avanti, nel nostro paese, solo con ricatti e forzature,
considerando il sindacato e la Cgil più come un problema che non
come un serio e credibile interlocutore”.