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Telecom Argentina, Bernabè (TI): “Pronti a difenderci dalle violazioni dell’Antitrust”

L’Ad di Telecom Italia attacca: “Dall’Autohority un danno al patrimonio di un gruppo che opera con successo in quel Paese”

14 Gen 2010

“Siamo impegnati a tutelare gli interessi del Gruppo e di tutti i
suoi Azionisti in ogni sede e con ogni mezzo, e il nuovo ricorso
che abbiamo presentato lo testimonia una volta di più. In
Argentina si sta perpetuando sotto gli occhi di tutti un’evidente
violazione del diritto e un danno al patrimonio di un Gruppo
italiano che opera con successo in quel Paese da 15 anni”. Con
queste parole Francò Bernabè, amministratore delegato di Telecom
Italia conferma le indiscrezioni riportate ieri dal quitdiano di
Buenos Aires, El Comercio, sul ricorso di Telco contro la decisione
dell’Antitrust argentino che obbliga a vendere le partecipazioni
di Telecom Argentina.

Telecom Italia comunica, quindi, di aver proceduto
all’impugnazione del provvedimento (Risoluzione n. 1/2010 della
Comisión Nacional de Defensa de la Competencia) con cui
l’autorità stabilisce tempi e modalità del disinvestimento
della partecipazione e dei diritti appartenenti al Gruppo Telecom
Italia in Sofora S.A. (controllante Telecom Argentina S.A.).

Il provvedimento impugnato dà seguito alla Risoluzione n. 483/2009
della Secreteria de Comercio Interior argentina , che ha
subordinato l’approvazione dell’operazione di acquisto di
Olimpia S.p.A. da parte di Telco S.p.A. (la c.d. Operazione Telco)
al disinvestimento integrale della partecipazione diretta e
indiretta detenuta da Telecom Italia in Sofora.

Secondo Telecom “le due misure, pur affermando di trovare il loro
fondamento in violazioni di legge imputate alle parti
dell’Operazione Telco (Pirelli & C. S.p.A. e Sintonia S.A. quali
venditori di Olimpia S.p.A.; Assicurazioni Generali S.p.A., Intesa
Sanpaolo S.p.A., Mediobanca S.p.A., Telefónica S.A. e la stessa
Sintonia S.A. quali acquirenti di Olimpia tramite Telco), incidono
in realtà anche e soprattutto sul Gruppo Telecom Italia attuale e
legittimo proprietario delle partecipazioni e delle opzioni di cui
è pretesa la dismissione”. Il gruppo peraltro “è estraneo
alle violazioni imputate alle parti dell’Operazione Telco e non
ha partecipato ai procedimenti che hanno portato ai provvedimenti
impugnati”.

Telecom Italia considera illegittima e iniqua ogni decisione finora
assunta dalle autorità argentine finalizzata al disinvestimento
dei suoi asset ed ha pertanto proposto istanza per la dichiarazione
della nullità della Risoluzione e degli atti amministrativi
connessi, previa loro sospensione.

Intanto la stampa argentina si scatena. Secondo La Naciòn entro
lunedì prossimo i potenziali compratori della partecipazione
detenuta da Telecom Italia in Telecom Argentina dovranno ratificare
alla compagnia il loro interesse e la loro disponibilità monetaria
(si parla di cifre comprese tra 600 e 1.000 milioni di dollari). Lo
scrive oggi il quotidiano argentino "I possibili pretendenti –
prosegue il quotdiano, citando fonti vcine alla vicenda – dovranno
anche ratificare di farsi carico dei contenziosi che
l'operatore ha in corso nel Paese, dei problemi con i soci
argentini e con lo Stato.

Favorita sarebbe la cordata guidata dal magnate Eduardo Eurnekian e
da Ernesto Gutierrez (proprietario di Aeropuertos Argentina 2000).
Tra gli interessati ci sono anche: il fondo di investimento
Pegasus, l'industriale big dei trasporti Alfredo Román, la
panamense Genevieve e Condor Inversiones.

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