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Telecom, Asati: “Dopo asta Lte serve aumento di capitale”

Secondo l’associazione dei piccoli azionisti “l’esborso per le frequenze insieme con gli investimenti per le reti mobili e Ngn non è compatibile con la riduzione del debito né con una politica di elevati dividendi”

05 Ott 2011

Telecom Italia dovrà lanciare un aumento di capitale da 5 miliardi
di euro, tenendo conto della conclusione della gara Lte. Questa
l'opinione di Asati, l'associazione dei piccoli azionisti
della compagnia.

"L'esborso per le frequenze Lte insieme con gli
investimenti per la rete mobile Lte e per la rete fissa Ngn sono
difficilmente compatibili con la riduzione del debito (25 
miliardi a fine piano) e con una politica di elevati
dividendi", spiega Asati secondo la quale "non può più
essere sufficiente il cash-flow generato da un'ordinaria
gestione di contenimento dei costi, essendo stato anche
praticamente esaurito il programma di dismissioni".

La compagnia deve inoltre investire per nuove infrastrutture e
nuovi servizi in Italia – sia nel fisso sia nel mobile – "pena
un suo fatale declino a ruolo di operatore secondario e
marginale". Secondo l'associazione, dunque, l'aumento
di capitale è "l'unica via possibile per creare un futuro
di crescita sul mercato nazionale e anche per rilanciare il valore
del titolo, in linea con quanto auspicato dal mercato".

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