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Telecom, Ben Ammar: “L’accordo con Mediaset si farà, ma niente scorporo rete”

Il consigliere di amministrazione: “L’obiettivo è offrire il ‘quadruple’: telefonia fissa, mobile, Internet e Tv”. E sulla rete: “La separazione sarebbe un danno per la libertà degli investitori”

10 Dic 2014

A.S.

Telecom, come tutte le grandi compagnie di telefonia di Spagna e America, ha bisogno del quadruple, deve cioè fornire telefonia fissa, mobile, Internet e televisione. Dunque i contenuti saranno necessari. Telecom ha già un accordo con Sky, ne farà uno con Mediaset“.

Lo ha detto Tarak Ben Ammar, consigliere di amministrazione di Telecom Italia, intervenendo a Mix 24, su Radio 24.

Ben Ammar si è poi spinto a parlare anche di un eventuale accordo tra Mediaset e Sky: “I gruppi di media in futuro con le piattaforme digitali dovranno trovare un accordo per operare in più settori – ha detto – E credo che qualcosa dovrà succedere anche in Italia tra Berlusconi e Murdoch. Penso che in futuro arriveranno a un accordo. Intanto si amano e si rispettano. Io farei di tutto, se possibile, perché ci sia una piattaforma e non due”. Proseguendo a tutto campo sulla Tv, quanto alla Rai, Ben Ammar ha sostenuto che “il servizio pubblico dev’essere l’ambasciatore della terra, delle radici. La Rai non deve fare troppa tv commerciale, deve vendere il Made in Italy, la vostra cultura, la bellezza dell’Italia è nelle cose che nessun altro ha. Il ruolo della Rai, come tra l’altro la Bbc o France 2, non sono orientati soltanto agli spot. Servono più contenuti che vendono ciò che è l’Italia, le sue radici. Perché all’estero si vede tutto, su internet. Quindi la Rai diventi l’ambasciatore del Made in Italy, che è la vostra ricchezza”.

Quanto alla rete Telecom, Ben Ammar ha specificato che a suo avviso “non verrà scorporata”. “Però – ha aggiunto – si può pensare Telecom anche scorporata dalla rete, perché è solo in Italia che l’operatore è privato con la rete privata. In Francia no, in Germania no, in Inghilterra no. Telecom era pubblica, è stata privatizzata da un governo. Non è che adesso dici agli investitori che hanno messo decine e decine di miliardi ‘scusate, ci siamo sbagliati, la scorporiamo’. Io non ci credo, e sarebbe un danno anche per la libertà”.

A chi gli ha fatto notare che l’Italia sarebbe l’unico Paese a lasciare la rete a un operatore privato, Ben Ammar ha replicato: “Che male c’è? Dal momento che Telecom è in Italia, non è che gli azionisti portano la rete fuori con bagaglio, sta qua sul territorio”.

Rispetto al consolidamento in atto in tutto il mondo del settore delle telecomunicazioni, Ben Ammar ha aggiunto: “Tutte le aziende possono essere preda, però io vedo più una Telecom cacciatore, perché non vedo nessuno attaccare Telecom“.

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