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Telecom Italia (ancora) nel mirino del Fisco

Dop aver versato 418 milioni di euro per l’evasione Iva legata a Sparkle, l’azienda non scende a patti con l’Agenzia delle Entrate che contesta ulteriori 200 milioni non versati per altre cessioni immobiliari del gruppo

18 Nov 2010

Telecom Italia ancora nel mirino dell'Agenzia delle Entrate. Lo
scrive Milano Finanza, rendendo noto che nel mirino del Fisco sono
finite le cessioni immobiliari della gestione del gruppo presieduto
da Marco Tronchetti Provera. Dopo aver versato 418 milioni di euro
per l'evasione dell'Iva legata a Telecom Sparkle e dopo la
contestazione per 429 milioni di Ires non versati per la stessa
vicenda, l'Agenzia delle Entrate chiede altri 200 milioni a
Telecom. Ma questa volta la società non intende pagare. 

Nel dettaglio, il 27 ottobre scorso la Guardia di Finanza di Milano
ha notificato a Olivetti Multiservices, controllata di Telecom
Italia, un processo verbale con il quale ha contestato 198 milioni
di euro di illegittima detrazione Iva effettuata nel 2005 e nel
2006. Nel mirino delle Entrate la cessione di 1.378 immobili del
gruppo, finiti prima alla controllata Olivetti Multiservices che
poi, a sua volta, aveva apportato 1.279 di questi immobili a due
fondi immobiliari, il Raissa e Spazio Industriale.. Le quote di
questi fondi, infine, erano state collocate a investitori
istituzionali, mentre il 35% era finito alla Pirelli Real Estate
che aveva partecipato in joint venture con gli investitori
istituzionali.  Secondo l'Agenzia delle Entrate Olivetti
Multiservices avrebbe indebitamente detratto l'Iva sugli
acquisti di questi immobili apportati ai fondi.

Questa volta Telecom Italia ha deciso di non scendere a patti con
il Fisco, diversamente da quanto accaduto per i 419 milioni di euro
del caso Sparkle, versati a luglio aderendo alle richieste
dell'Agenzia delle Entrate e ottenendo così uno sconto sulle
sanzioni.