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Telecom Italia, cala il fatturato ma cresce la redditività

Revenues in flessione del 5,6% ed Ebitda in crescita del 2,2%. Bernabè: “I cambiamenti attuati sul business mobile ci hanno permesso di raggiungere gli obiettivi di profittabilità. Sono certo che raggiungeremo i risultati malgrado le difficoltà del mercato”. Ok del Cda al piano di azionariato diffuso per i dipendenti

25 Feb 2010

Ricavi in flessione ma redditività in aumento per Telecom Italia I
risultati
finanziari preliminari presentati al Cda di oggi registrano
ricavi a 27.188 milioni di euro, in calo del 5,6%. “Il trend
riflette la strategia di riposizionamento del Gruppo che prevede
una progressiva riduzione della vendita di terminali (ricavi
-22,1%) a favore di una maggiore focalizzazione sui servizi i cui
ricavi diminuiscono del 4,2%”, spiega la nota diffusa
dall’azienda. Sale invece l’Ebitda organico
che è pari a 11.335 milioni di euro, in linea con il 2008 (- 44
milioni di euro; -0,4%) con un’incidenza sui ricavi pari al 41,7%
(+2,2% rispetto a fine 2008). “Tale risultato – fanno sapere da
TI – è stato raggiunto anche grazie all’efficacia del programma
di riduzione dei cash cost (costi e investimenti industriali) che
ha portato ad efficienze per circa 900 milioni di euro nel solo
mercato domestico”.

L’Ebitda margin organico del 4° trimestre 2009
è pari al 38,9%, in aumento di 3,3 pp rispetto allo stesso periodo
del 2008. Tale rilevante performance è da attribuirsi ad un
efficace controllo dei costi.

Nel mercato domestico, che comprende le attività domestiche dei
servizi di fonia e dati su rete fissa e mobile per clienti finali
(retail) ed altri operatori (wholesale), superato il target di
Ebitda. L’Ebitda organico è pari a 10,1
miliardi di euro (-204 milioni di euro; -2,0% rispetto al 2008),
con un Ebitda margin organico del 46,5% (+2,3%
rispetto al 2008).

I ricavi del mercato domestico sono stati pari a
21.688 milioni di euro in contrazione del 6,8% rispetto al 2008,
influenzati dalla dinamica competitiva e dalla congiuntura
macroeconomica. “In particolare, sul Business Fisso la riduzione
dei ricavi è stata pari all’1,8% ed è da imputarsi
principalmente alla fisiologica riduzione della base clienti e dei
volumi di traffico – si legge nel comunicato -. In conseguenza
del nuovo orientamento strategico intrapreso dal Gruppo, che ha
determinato una forte contrazione dei ricavi da terminali (-44%
rispetto al 2008), i ricavi del Business Mobile hanno registrato un
calo dell’11,2%, determinato anche dagli effetti della prevista
riduzione delle tariffe regolamentate, nonché dalla riduzione
della customer base verificatasi prevalentemente nella prima parte
dell’anno”.

In Brasile è stato raggiunto il target a livello
di Ebitda che è pari a 1,3 miliardi di euro
(+9,6% rispetto al 2008) con un’incidenza sui ricavi del 25,7%
(+2,3 pp rispetto al 2008).

L’indebitamento finanziario netto rettificato è
pari a circa 34 miliardi di euro, in riduzione rispetto al 31
dicembre 2008 (34.526 milioni di euro).

“I risultati preliminari sono molto soddisfacenti alla luce dei
profondi cambiamenti attuati sul business mobile sia in Italia sia
in Brasile – ha commentato Franco Bernabè, Ad di Telecom
Italia
-. La capacità di recuperare efficienza ha
permesso al Gruppo di raggiungere gli obiettivi di profittabilità
e di guardare al 2010 con maggiore serenità. La robusta
generazione di cassa consentirà di rafforzare il ruolo di Telecom
Italia come azienda leader dello sviluppo tecnologico,
avvicinandoci sempre più al cliente e alle sue esigenze”.

L'Ad ha inoltre ricordato che  l'azienda ha
"accelerato la riduzione dei dipendenti, arrivando a 5.700,
con le uscite concentrate negli ultimi mesi del 2009. Gli effetti
si vedranno nel 2010''.

Il Cda di oggi ha deciso di rinviare l'assemblea degli
azionisti al prossimo 29 aprile. Ha inoltre assicurato la più
ampia collaborazione all’autorità giudiziaria sulla vicenda
Sparkle.  “In considerazione di quanto emerso negli ultimi due
giorni su Sparkle, il Consiglio di Amministrazione della società,
per prudenza, non ha ritenuto opportuno procedere
all’approvazione del Bilancio al 31 dicembre 200 – ha precisato
Bernabè -.E’ necessario, infatti, esaminare l’ordinanza
notificata a Sparkle per poi procedere ad una corretta valutazione
della situazione. Analoghe considerazioni di prudenza giustificano
il rinvio dell’approvazione del Bilancio della Capogruppo e dello
stesso piano triennale al prossimo Cda, previsto il 25
marzo”.

Bernabè si è detto "fiducioso" che la posizione della
società in merito a quanto accaduto nel passato sarà chiarita. 
"Certo, il management è cambiato nel frattempo, i controlli
sono stati rafforzati – ha  sottolineato Bernabe -. La posizione
dell'azienda dal nostro punto di vista è completamente
protetta".

"Abbiamo passato un periodo complicato, certo, guardando a
quello accaduto ieri e ieri l'altro ci sono ancora problemi –
ha continuato -. Ma sono molto fiducioso per il lavoro fatto.
Raggiungeremo i risultati previsti malgrado anche le difficoltà
del mercato".

Oltre alla visione dei conti il Cda ha anche definito da subito due
operazioni destinate al personale dipendente. All’Assemblea
saranno proposti il “Piano di azionariato diffuso per i
dipendenti 2010-2014” e il “Long Term Incentive Plan
2010-2015”, riservato a una parte selezionata della
dirigenza.

Il Piano di azionariato diffuso per i dipendenti 2010-2014 consiste
nell’offerta di sottoscrizione di massime n. 31.000.000 azioni
ordinarie con uno sconto del 10% rispetto al prezzo di mercato,
entro un limite massimo di controvalore di 3.000 euro per
dipendente, rateizzabile. Ai sottoscrittori che avranno conservato
le azioni per un anno, subordinatamente al mantenimento della
qualifica di dipendenti, sarà assegnata gratuitamente una azione
ordinaria ogni tre azioni sottoscritte a pagamento.

“L’iniziativa è riservata alla popolazione dei dipendenti del
Gruppo Telecom Italia che sarà a tempo debito meglio determinata
dal Consiglio di Amministrazione della Società, il quale potrà in
particolare limitare l’offerta all’emittente e a tutte o alcune
delle società da questa controllate con sede in Italia – spiega
TI -. Il piano rispetterà le condizioni per l’accesso al regime
fiscale agevolato di cui all’art. 51 del Testo Unico delle
Imposte sui Redditi, ma non prevede lock-up; la dismissione della
partecipazione entro tre anni dalla sottoscrizione (delle azioni a
pagamento) o dall’assegnazione (delle Bonus Shares) comporterà
per il dipendente decadenza dal beneficio fiscale”.

Il piano riservato alla dirigenza intende promuovere
l’allineamento tra gli interessi del management e quelli degli
azionisti attraverso la partecipazione del beneficiario
all’opportunità e al rischio sul valore della Società, con
positive ricadute attese in termini di crescita di valore
dell’azione, migliorando al contempo la competitività del
pacchetto retributivo del management, attraverso la previsione di
una componente long term, così come da pratiche di mercato.
L’iniziativa prevede l’attribuzione di un bonus in denaro in
funzione delle performance triennali della Società (2010-2012),
verificate su predeterminati parametri, con facoltà
d’investimento del 50% del bonus maturato in azioni ordinarie di
nuova emissione a prezzo di mercato, per un controvalore massimo di
5 milioni di euro. Ai sottoscrittori che avranno conservato le
azioni per due anni, subordinatamente al mantenimento della
qualifica di dipendenti, sarà assegnata gratuitamente una azione
ordinaria per ogni azione sottoscritta a pagamento.

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