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IL NUOVO STATUTO

Telecom Italia potrà rilevare 10% Metroweb

Secondo l’agenzia Radiocor l’azienda controllata da F2i ha la facoltà di cedere la quota a una società del gruppo TI. Lo prevede il nuovo statuto aggiornato in vista dell’entrata in scena di Fastweb

20 Mar 2012

Telecom Italia può rilevare fino al 10% di Metroweb, la società controllata dal fondo F2i capitanato da Vito Gamberale. Secondo quanto risulta all’agenzia Radiocor si tratta di una possibilità prevista dallo statuto della stessa Metroweb, recentemente aggiornato in vista dell’ingresso di Swisscom (Fastweb) nel capitale in quota con l’11,1% . F2i ga cui resterà il 61,4% del capitale si è riservata la facoltà di cedere fino al 10% di Metroweb a una società appartenente al gruppo Telecom Italia oppure a "istituzioni finanziarie di consolidata ed elevata reputazione"..

Secondo Radiocor si tratta di due fattispecie che rappresentano un’eccezione allo statuto in cui, al contrario, è previsto un divieto al trasferimento a terzi della partecipazione di F2i fino al 2017. Anche Vodafone puntava a rilevare il 10% di Metroweb: ad annunciarlo, lo scorso dicembre, era stato l’ad del gruppo Paolo Bertoluzzo. L’anno scorso, quando parti’ la procedura di vendita di Metroweb da parte del fondo Stirling Square, tra i possibili acquirenti era circolato anche il nome di Telecom Italia, che tuttavia alla fine non formulo’ alcuna offerta. Da novembre scorso Telecom e Metroweb hanno inoltre in essere una joint venture per cablare Milano con la fibra ottica "verticale".

Il nuovo statuto – riferisce Radiocor- stabilisce che le azioni di Metroweb siano suddivise in quattro diverse categorie: ognuna di esse prevede un lock up (cioè un divieto al trasferimento) con data diversa. Le azioni A, pari al 61,4% del capitale, saranno detenute da F2i Reti Tlc, holding controllata da F2i e partecipata da Banca Imi (Intesa Sanpaolo) e presentano un vincolo al trasferimento fino al 2017 ad eccezione appunto che l’acquirente non sia il gruppo Telecom Italia o una primaria istituzione finanziaria.

Le azioni B, pari all’11,1%, sono destinate a Swisscom, mentre le azioni C (25,7%) fanno capo ad A2A e presentano un lock up fino al 31 dicembre di quest’anno considerato che l’utility lombarda potrebbe avere un ottica di disinvestimento più a breve termine.

Le azioni D, pari a circa l’1,7%, fanno capo ai manager di Metroweb. Quest’ultima, guidata dall’amministratore delegato Alberto Trondoli, dopo il cambio del socio di controllo ha proseguito nel brillante percorso di sviluppo che poggia, tra gli altri, su tre progetti. Innanzitutto la joint venture con Telecom (che avra’ fino al 40% della societa’) per cablare con la rete "verticale" fino all’80% degli immobili di Milano. In secondo luogo un maxi accordo, dal valore stimato fino a 1,2 miliardi, sulla banda larga con la Regione Lombardia. E infine il progetto nazionale, che verrà intrapreso insieme a Cdp, di espansione della fibra in 30 città italiane.

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