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Telecom Package, l’Italia rischia la procedura d’infrazione

Solo Danimarca ed Estonia hanno rispettato la scadenza (25 maggio) per l’adozione del nuovo quadro regolatorio che impone, tra l’altro, maggiore trasparenza sulle tariffe

30 Mag 2011

La Commissione europea bacchetta i Paesi-membro: solo pochissimi
sono riusciti a rispettare la scadenza fissata (il 25 maggio) per
incorporare i principi del nuovo quadro regolatorio Ue sulle
telecomunicazioni nella normativa nazionale.

Gli unici due Paesi virtuosi sono Danimarca e Estonia, ha rivelato
un portavoce della Commissione; degli altri Paesi, alcuni hanno
parzialmente rispettato la scadenza, come Regno Unito, Francia,
Lettonia, Lituania, Slovenia e Lussemburgo, e si preparano a
implementare le modifiche legislative entro o subito dopo
l’estate, con un lieve ritardo.

In particolare, la Germania potrebbe essere pronta tra qualche
settimana, mentre la Francia non riuscirà a proporre la nuova
legislazione prima di settembre. L’Italia è tra i meno virtuosi,
perché non ha fissato alcuna chiara tabella di marcia. I Paesi che
non hanno rispettato la scadenza prevista rischiano ora una
procedura di infrazione da parte della Commissione europea.

I principi guida che dovevano essere incorporati nelle varie
normative nazionali sono stati disegnati per migliorare
l’esperienza dell’utente e la trasparenza delle offerte
telecom: prevedono ad esempio la possibilità di effettuare la
portabilità del numero da un carrier all’altro in 24 ore, la
fornitura al cliente di un piano dettagliato con i servizi e le
relative tariffe, contratti con termini più chiari, una maggiore
protezione dei dati personali e misure più severe contro lo spam,
nuovi poteri per i regolatori nazionali e l’authority europea
Berec, l’estensione del numero di emergenza europeo 112 a tutti i
Paesi-membro e un migliore accesso ai servizi online per i
disabili.