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Telecom, tavolo al palo, esuberi ancora congelati

La trattativa subìsce una battuta d’arresto, nuova convocazione per i prossimi giorni. Domani alla Camera l’incontro sul piano industriale dell’azienda

28 Lug 2010

Approfondimento sul piano industriale e sugli investimenti. E
relative implicazioni sul piano occupazionale. Il confronto fra
Governo, sindacati e vertici di Telecom Italia continua domani alla
Camera dove l’azienda incontrerà i rappresentanti delle
Commissioni Trasporti ed Attività.

La questione degli esuberi tiene banco ma è inevitabilmente
connessa con i piani dell’azienda in particolare in materia di
investimenti nelle nuove reti. Telecom ha già annunciato un piano
di investimenti in fibra ottica per oltre 9 miliardi di euro di qui
al 2012.

In merito ai licenziamenti il tavolo aperto dal governo sugli
esuberi annunciati dalla Telecom ha subìto ieri un'altra
battuta d'arresto. Per i prossimi giorni si aspetta una nuova
convocazione, ma la procedura sui i 3.700 licenziamenti dovrebbe
rimanere in stand-by fino al termine delle negoziazioni: si
allenterebbe il vincolo sulla data entro cui trovare un accordo,
fissata al 30 luglio.
Le posizioni tra il gruppo Tlc e i sindacati rimangono distanti. Il
segretario generale della Slc-Cgil ha parlato di punti di vista
“inconciliabili: l'azienda vuole fare ricorso a strumenti
coercitivi, mentre noi abbiamo una pregiudiziale sui licenziamenti
e le forme surrettizie di ammortizzatori sociali”. Il fronte
sindacale è unito nel chiedere al governo una presa di posizione
decisa sulla vicenda.

Nel corso della riunione i sindacati hanno proposto “un grande
piano di formazione e di riconversione professionale” per circa,
secondo i calcoli della Slc, 2.300 lavoratori, ovvero per i 1.300
privi di paracaduti sociali e per gli oltre 900 che sarebbero
costretti al prepensionamento (avendo gia' maturato i requisiti
o maturandoli entro il periodo coperto dal piano). La trattativa
continuerà con singole consultazioni nei prossimi giorni a cui,
appunto, seguirà la convocazione del nuovo tavolo, forse stavolta
decisivo.

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