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Teléfonica cede alla crisi, salta il tabù del dividendo “intoccabile”

L’operatore spagnolo pagherà per quest’anno ancora 1,60 dollari ad azione, ma nei prossimi due anni la quota scenderà a 1,50 contro l’1,75 previsto. L’analisi di Bernstein: svolta nelle politiche di remunerazione, più margine di manovra per le telco rivali

15 Dic 2011

Il dividendo non è poi così intoccabile per Telefonica. Solo
pochi mesi fa il colosso spagnolo definiva la remunerazione degli
azionisti “sacrosanta”, ma oggi deve piegarsi al profondo
mutamento dello scenario macroeconomico e optare per un taglio del
suo dividendo per il 2012 e per il 2013. Quest’anno Telefonica
pagherà ancora 1,60 dollari per azione, ma nei prossimi due anni
scenderà a 1,50, contro 1,75 dollari previsti in precedenza.

La decisione di Telefonica sarà probabilmente uno shock per gli
investitori dell’indebitata telco spagnola, commenta il Financial
Times, e lascia dubbi sulla sostenibilità della politica dei
dividendi anche degli altri grandi gruppi telecom.

A novembre l’incumbent spagnolo ha riportato la sua prima perdita
trimestrale in nove anni, determinata dal forte calo delle vendite
sul mercato domestico. Telefonica ha di conseguenza annunciato il
taglio di 6.500 posti di lavoro in Spagna e fuso la divisione
spagnola all’interno della unit Europa.

Ángel Vilá, chief financial officer del gruppo di Madrid, spiega
oggi che la riduzione del dividendo darà a Telefonica maggiore
“flessibilità finanziaria”, consentendo al contempo di
continuare a pagare gli investitori.

Gli analisti pensano che la decisione di Telefonica susciterà
timori negli investitori di tutte le aziende telecom, considerate
finora degli investimenti sicuri proprio per i dividendi quasi
sempre generosi e potrebbero allontare dalle telco molti dei loro
tradizionali sostenitori.

Robin Bienenstock, analista di Bernstein, sottolinea come la
riduzione del dividendo segni per Telefonica un grande
"cambiamento psicologico", perché l’azienda ha sempre
difeso le proprie politiche di remunerazione degli azionisti, ma
potrebbe anche rappresentare un sollievo per le telco rivali,
perché darebbe loro maggior spazio di manovra in futuro. Insomma,
l’era dei dividendi alti delle telco potrebbe volgere alla fine.

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