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Telefonica la spunta e si prende Vivo

Raggiunto l’accordo con Portugal Telecom per 7,5 miliardi di euro. Il presidente della telco spagnola Alierta: “Raggiunti i nostri obiettivi strategici in Brasile e mantenute le promesse agli azionisti”

28 Lug 2010

Accordo fatto per Vivo. Telefonica ufficializza in una nota di aver
raggiunto l'intesa con Portugal Telecom per acquistare il 50%
di Brasilcel in mano all'operatore portoghese per 7,5 miliardi
di euro. PT – stando a quanto riporta il quotidiano spagnolo El
Paìs – userà i 7,5 miliardi offerti dalla società guidata da
Cesar Alierta per acquistare una partecipazione tra il 20% e il 25%
in Tele Norte Leste Participacoes (Oi, altro operatore mobile
brasiliano).

Con l'acquisizione dell'operatore brasiliano – spiega
Telefonica nel comunicato – il gruppo spagnolo acquista la
leadership "indiscussa" nel mercato brasiliano delle Tlc,
con il più grande operatore integrato in Brasile per numero di
clienti (69,2 milioni al 31 marzo 2010), ricavi/ebitda
(rispettivamente pari a 11,8 e 4,1 miliardi nel 2009) e
redditività (ebitda margin 2009 al 35%). Alierta, presidente di
Telefonica, ha detto di essere "felice di aver raggiunto
questo accordo con Portugal Telecom, con benefici per gli azionisti
di entrambe le compagnie. E' una opportunità per la creazione
di valore. Vivo guida il mercato della telefonia mobile in Brasile,
un mercato a cui Telefonica è strategicamente legata". La
società spagnola spiega di aver raggiunto i suoi obiettivi
strategici "di rafforzare la crescita potenziale in Brasile,
mantenendo le promesse agli azionisti, compresi l'impegno ad
alzare i dividendi a 1,75 euro al 2012".

Nel suo comunicato alla stampa anche Portugal Telecom ha
ufficializzato l'accordo raggiunto nella scorsa notte con
Telefonica, specificando che le due compagni hanno trovato anche un
accordo per iniziare a discutere di "eventuali partnership a
partire dal 2011, per assicurare benefici di scala per PT ed
esplorare aree di cooperazione, con l'obiettivo di massimizzare
le sinergie e i risparmi di costo per entrambe le società". 
Le partnership industriali sarnno focalizzate su alcune aree, tra
cui la creazione di un centro comune di ricerca in Portogallo e lo
sviluppo comune in futuro di un business model per le
telecomunicazioni.

Per Telefonica la strada per conquistare Vivo è stata tutta in
salita. L'azienda spagnola ha lanciato l'offerta lo scorso
11 maggio, mettendo sul piatto 5,7 miliardi di euro, con un premio
del 145% rispetto alla chiusura di Borsa di Vivo registrata in quei
giorni. Il gruppo iberico, inoltre, si era dichiarato disponibile
sin da subito a sborsare altri 600 milioni per acquisire un
ulteriore 3% dell'azienda brasiliana, per un totale dunque di
6,3 miliardi di euro.

I portoghesi, tuttavia, si erano mostrati poco convinti di cedere
il gioiello brasiliano, leader nella telefonia mobile. Così a
inizio giugno Alierta aveva reso più appetitosa l'offerta,
portandola a 6,5 miliardi. Il 30 giugno, inoltre, Telefonica aveva
annunciato a sorpresa, poche ore prima dell'assemblea della
società portoghese, di portare la proposta a 7,15 miliardi.

Lo stesso giorno, l'assemblea di Portugal Telecom aveva
approvato l'operazione di cessione della partecipazione, con il
74% dei voti. Ma subito era arrivato un nuovo colpo di scena: il
governo portoghese guidato da Josè Socrates si era messo di
traverso esercitando la golden share. Decisione, però, subito nel
mirino della giustizia europea, che lo scorso 8 luglio l’ha
definita "restrizione non giustificata alla libertà dei
capitali". Peraltro anche lo stesso presidente della
Commissione europea, Jose' Manuel Barroso, portoghese aveva
commentato che l'esercizio dei diritti speciali da parte del
Portogallo è stato contrario al Trattato di Lisbona.

Un nuovo capitolo della storia si è aperto stato lo scorso 17
luglio, quando gli spagnoli hanno battuto in ritirata, prendendo
atto che il Cda di PT non aveva preso una decisione nei tempi
richiesti dall'azienda iberica.

Oggi infine l’epilogo della lunga telenovela ispano-portoghese.
L'accordo, almeno secondo il sito de El Pais, avrebbe anche il
benestare del governo portoghese l giornale spagnolo.